La tragedia di Jesolo: quattro giovani vite spezzate, indagini su un presunto speronatore

Due dei ragazzi morti nello schianto di stanotte lavoravano all'Outlet di Noventa, un terzo vi aveva prestato servizio fino a pochi mesi fa. Una persona fermata, potrebbe aver causato l'incidente

A sinistra Riccardo, al centro Eleonora e Leonardo, a destra Giovanni

Leonardo Girardi lavorava nel negozio del marchio Calvin Klein dell'Outlet di Noventa, dove anche Riccardo Laugeni aveva prestato servizio fino a pochi mesi fa. Giovanni Mattiuzzo, invece, era vice store manager nel punto vendita di RefrigiWear, sempre all'interno del centro commerciale. C'è grande sgomento, a Noventa, per una tragedia che ha sconvolto i colleghi dei giovani rimasti uccisi nell'incidente stradale avvenuto stanotte a Jesolo, in località Ca' Nani, dopo essere rimasti intrappolati nell'auto finita nel canale a lato strada. La direzione e il personale della struttura si sono detti «profondamente scossi» dalla notizia e «vicini alle famiglie e agli amici nell’esprimere il proprio cordoglio in questo momento di grande dolore». Oltre ai tre ha perso la vita Eleonora Frasson, fidanzata di Leonardo. Tutti amici, tutti di 22 e 23 anni. In salvo una quinta ragazza, Giorgia Diral, recuperata da alcuni passanti che l'hanno aiutata a risalire a riva. Avevano trascorso insieme la serata sulla spiaggia e stavano rientrando a casa, verso l'1.30.

Indagini, c'è un fermo

Intanto, nel corso delle indagini che stanno ricostruendo la dinamica dell'incidente, è stata fermata una persona: si tratta del conducente di un'automobile che potrebbe essere coinvolta nello schianto e che, secondo alcune testimonianze, avrebbe urtato la macchina su cui viaggiavano i ragazzi, facendola finire fuori strada. Dopodiché avrebbe proseguito nella sua corsa. È stata la ragazza superstite, sotto choc, a parlare della presunta auto pirata. Ci sarebbe poi il riscontro fornito da un altro automobilista il quale ha segnalato ai carabinieri la presenza di una macchina che zigzagava a forte velocità in quel tratto. La polizia municipale e i carabinieri hanno rintracciato il presunto pirata (sulla sua auto ci sarebbero le tracce di un impatto), il quale nel pomeriggio è stato interrogato alla presenza del pm di turno del tribunale di Venezia, Giovanni Gasparini, dell'avvocato di fiducia e del comandante della polizia municipale, Claudio Vanin. Al termine dell'interrogatorio il pm ha disposto lo stato di fermo (ai domiciliari) per il presunto pirata, un giovane di nazionalità romena residente in Italia dal 2012. Le accuse sono di omicidio stradale plurimo e omissione di soccorso.

Il dolore della comunità

«La città è sotto choc, è un momento di dolore fortissimo per tutti - ha detto il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia -. Mai Jesolo aveva vissuto negli ultimi decenni una tragedia di queste proporzioni». Il primo cittadino fa riferimento anche all'altro incidente, avvenuto poco più tardi, in cui è morto un infermiere di 28 anni. Zoggia ha aggiunto: «Esprimo dunque il cordoglio, forte e sentito, di tutta la città alle famiglie di questi ragazzi e chiedo che sia rispettata la loro la privacy. È un dolore grande che ci fa riflettere. Domani proporrò di indire il lutto cittadino». Parole di cordoglio anche da Silvia Susanna, sindaco di Musile: «Sono notizie che non vorremmo mai ricevere. Esprimo la vicinanza della nostra città alle famiglie, alle mamme in modo particolare, in questo momento di grande dolore. Ragazzi troppo giovani e in gamba per un destino così triste e crudele». Mentre il presidente della Regione, Luca Zaia, ha annullato gli impegni previsti domani a Jesolo e a sua volta «si stringe, in questo doloroso frangente, ai tutti i familiari dei giovani, partecipando sentitamente al lutto e allo sgomento conseguente a un così drammatico evento».

La corsa dei familiari all'ospedale

Il direttore dell'Ulss 4, Carlo Bramezza, ha assistito di persona alle operazioni successive all'incidente. «Un evento tragico e un colpo al cuore - ha commentato -. Ho visto il personale del Suem correre, lavorare sodo, per cercare di salvare le vite ai giovani che sono precipitati con l’auto nel canale. Un elogio a loro e a tutto il personale dei pronto soccorso di San Donà e di Jesolo che hanno dovuto far fronte anche all’ondata di parenti in apprensione per la tragedia e qualcuno di loro è stato soccorso per malore. La ragazza sopravvissuta è stata trasferita al ponto soccorso di San Donà dove sta ricevendo tutte le cure del caso. L’azienda sanitaria sta inoltre cercando di attivare un supporto psicologico per i familiari delle giovani vittime e, inoltre, offre la propria disponibilità, alle forze dell’ordine e alla prefettura, nell’individuare nuovi metodi di contrasto al fenomeno delle stragi del sabato sera».

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