Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Sant'Elena

«Una mamma è venuta da me con il figlio. Mi ha chiesto scusa». Il racconto di Girelli

Proseguono le indagini dei carabinieri. Identificati tre minorenni. Scatta la solidarietà di Confartigianato. «Clima sociale sempre più teso e pericoloso». Bettin: «Esiste un'emergenza. Le istituzioni reagiscano con strumenti all'altezza»

Venerdì la mamma di uno dei tre minorenni che sabato 8 giugno hanno sfasciato a picconate gli uffici della falegnameria di Mauro Girelli, a Sant'Elena, si è presentata dall'imprenditore. Ha chiesto all'uomo di accettare le sue scuse e si è portata anche il figlio, affinché facesse lo stesso. «Si vedeva che era provata. A un certo punto la signora ha pianto», racconta Girelli. Un gesto che ha commosso il titolare dell'azienda «Mi ha detto: "Siamo qui, non si preoccupi". Il suo è stato un gesto coraggioso». Sulla vicenda indagano i carabinieri. Attraverso i rilievi e i riscontri della scientifica i militari veneziani stanno ricostruendo fatti e responsabilità su quanto accaduto. Perché i tre minori identificati, che hanno meno di 14 anni, sono stati bloccati in un capannone vicino a quello di Girelli e quindi tecnicamente, in mancanza della sorveglianza video, non sono stati colti sul fatto.

Come ogni fine settimana anche quel sabato la ditta era chiusa. Tuttavia una dipendente è andata a controllare la barca di Girelli, ormeggiata all'esterno e in quel veloce sopralluogo si è accorta che c'era un vetro rotto. «Sono entrati», ha detto. Con il titolare allora sono entrati a controllare e hanno trovato l'impresa brutalmente devastata. «Hanno preso picconi e arnesi dalla falegnameria e colpito con una violenza esasperata tutto quello che hanno trovato - ha spiegato l'imprenditore - Un accanimento gratuito su qualsiasi cosa». Arredi, tastiere, computer, stampanti, mobili. Foto e video del disastro causato fanno pensare a un avvertimento. Ma Girelli assicura di non avere screzi, né di esser mai stato minacciato. 

«Oltre ai danni del primo blitz - ha spiegato - il giorno dopo, domenica, è stato fatto un secondo raid vandalico innescando in sei posti dei focolai, bruciando documenti, un cuscino, una giacca, sedie». Il fuoco non ha attecchito, altrimenti le fiamme nel reparto verniciatura avrebbero provocato un'esplosione. «Oggi saremmo qui a piangere, non a parlare. Questa bravata poteva costare la vita a loro stessi - continua il produttore - Non dimentichiamo l'incidente mortale alla Boscolo Bielo». Nel 2018 all'interno del cantiere di quella ditta veneziana perse la vita un tredicenne che per gioco si era messo su un muletto. «Con la coda dell'occhio ci siamo accorti della presenza dei tre ragazzini - prosegue Girelli tornando all'intrusione di domenica - Stavano vandalizzando un capannone a fianco. Ci hanno visto e sono fuggiti, ma li abbiamo circondati e abbiamo chiamato i carabinieri. Al ragazzo che è venuto con la madre ho chiesto di capire il dolore che ha dato ai genitori. Spero che raccontare serva a dare un messaggio e spero di incontrare questi giovani quando saranno adulti, fra vent'anni. Per capire perché, in modo che abbiano il tempo, ormai magari padri di famiglia, di rendersi conto della realtà di quanto è successo».

Intanto è scattata la solidarietà del mondo artigianale e imprenditoriale. «Il presidente Andrea Bertoldini e tutta Confartigianato Venezia sono vicini al nostro associato Mauro Girelli. Tanta è la preoccupazione per un clima sociale sempre più teso, sempre più pericoloso». Per il consigliere Gianfranco Bettin la vicenda è impressionante. «I tre ragazzini hanno provocato danni gravissimi all’azienda. Esiste una vera e propria emergenza che intreccia aspetti sociali, educativi e che in molti casi implicano dipendenze e fattori sanitari. Le istituzioni hanno la responsabilità di reagire e intervenire con strumenti all’altezza della crisi in atto».

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