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Carabinieri di Spinea (foto d'archivio)

Carabinieri di Spinea (foto d'archivio)

Ragazzino di 13 anni simula una rapina con botte per non finire nei guai con i genitori

Il giovane, residente a Spinea, ha organizzato una messinscena per giustificare il ritardo sul coprifuoco. L'episodio aveva messo in allerta la comunità

Aveva sforato di parecchio l'orario del coprifuoco impostogli dai genitori per ricercare la bici che gli avevano rubato qualche giorno prima. Per questo motivo, con l'incoscienza propria della sua età, un ragazzino di Spinea di 13 anni ha simulato una rapina per giustificarsi una volta tornato a casa.

Simula una rapina per non finire nei guai

Il giovane non si è limitato ad inventarsi l'aggressione, per essere più convincente e simulare le lesioni, si è sferrato da solo due pugni in faccia (con una prognosi di 7 giorni). Dopo essere tornato a casa in quelle condizioni e aver raccontato del presunto agguato ai genitori, questi si sono subito recati dai carabinieri per denunciare la rapina. I militari si sono accorti subito, tuttavia, che dal racconto della vittima qualcosa non tornava, e di fronte alle contestazioni sempre più pressanti, il ragazzo è crollato e ha deciso di vuotare il sacco, spiegando di essersi inventato tutto per nascondere la vera ragione del ritardo tardivo al padre e alla madre.

I militari a quel punto hanno dovuto procedere con la segnalazione per simulazione di reato e procurato allarme alla procura dei minori, anche perché il fatto era circolato velocemente in città, dando adito a commenti allarmanti soprattutto sui social network.

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