Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Jesolo

Jesolo, due giovani pestati e feriti con coltello: i carabinieri trovano gli aggressori

L'episodio risale al 4 luglio. Le indagini hanno permesso di risalire ai responsabili, due padovani di 19 e 24 anni

Due giovani padovani di 24 e 19 anni sono considerati responsabili di rapina e lesioni aggravate in concorso, oltre che di detenzione abusiva di arma bianca, per un episodio di violenza avvenuto il primo weekend di luglio a Jesolo, in via Pindemonte, non distante da piazza Mazzini.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, che hanno indagato sulla vicenda, la notte del 4 luglio i due sono scesi da un'auto e hanno aggredito un diciannovenne di San Donà di Piave con calci, pugni e un coltello. In aiuto del ragazzo era intervenuto il fratello, di un anno più grande, il quale era stato a sua volta colpito mentre altri ragazzi in loro compagnia avevano chiamato il 112.

Le pattuglie sono arrivate nei minuti successivi, trovando le vittime sul posto mentre gli aggressori erano fuggiti. I feriti, soccorsi dal personale del 118, sono stati portati uno all'ospedale di Jesolo e l'altro a San Donà: per entrambi la diagnosi è stata di ferite lacero contuse multiple da arma da taglio. Nel corso dell'azione, inoltre, a uno dei due era stato rubato lo zaino.

Le indagini hanno appurato che l'aggressione era nata da una precedente lite verbale tra gruppi di giovani all'interno di un locale. Osservando le registrazioni delle telecamere installate in zona, gli investigatori hanno individuato l’auto e il guidatore, ovvero un diciannovenne italiano di Padova. La pm Elisabetta Spigarelli ha emesso nei suoi confronti un decreto di perquisizione, che i carabinieri hanno eseguito trovando in casa del ragazzo una serie di elementi a conferma dei sospetti: un pugnale, un coltello a “farfalla” ed uno svizzero, 9 cellulari ed un pc, oltre a un grammo di marijuana.

A quel punto è stato possibile risalire con certezza ad un complice, un 24enne di origine maghrebina, che è stato denunciato assieme al diciannovenne. Ulteriori accertamenti sono in corso su altri due ragazzi che potrebbero aver preso parte alla stessa vicenda. Non è escluso che i dispositivi sequestrati possano essere oggetto di furti: le indagini proseguono.

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