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Anziana picchiata in casa dai ladri, nei guai intera banda di criminali

Dopo il pestaggio di via Aleardi a Mestre, c'era un altro caso da risolvere per i carabinieri a Maerne. Sono stati fermati due cittadini albanesi

Sono stati arrestati dai carabinieri di Venezia i presunti autori di una rapina, la seconda in pochi giorni, che ha visto vittima un'anziana residente a Maerne di Martellago. Fu un episodio che destò un certo clamore, perché avvenne a poco tempo dal pestaggio della signora Cecilia in un appartamento di via Aleardi a Mestre. Anche per quel colpo i carabinieri hanno arrestato i due presunti colpevoli, due italiani tra cui un vicino di casa.

Stavolta invece si tratta di una banda albanese con base a Mestre, che oltre a quella rapina si sarebbe resa responsabile di almeno 15 colpi consumati in diverse zone del nord Italia, tra cui una seconda rapina a Castelfranco Veneto (un anziano che si svegliò sorprendendo gli intrusi al "lavoro", venendo quindi minacciato). Due le persone che sabato finiranno davanti al Gip per la convalida dell'arresto, un 27enne e un 26enne albenesi entrambi pregiudicati, mentre sono sette in tutto gli indagati per i furti. I criminali seguivano un modus operandi collaudato: individuavano in zone di campagna case piuttosto isolate ed eseguivano sopralluoghi minuziosi, in cui verificavano anche se c'erano sistemi d'allarme. Poi entravano in azione di notte: coprivano le luci o tagliavano i cavi della corrente, con trapani e arnesi smontavano gli scuri della finestra, li poggiavano a terra, foravano il serramento e con un filo di ferro riuscivano a girare la maniglia.

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Una volta all'interno rubavano di tutto, concentrandosi in particolare su computer, tablet, telefoni, macchine fotografiche, orologi. Ma anche accessori di pelletteria, biciclette, gioielli e soldi in contanti. Portate a termine le incursioni, poi, per evitare i controlli attendevano in zone di campagna fino all'alba: si rimettevano in macchina soltanto dopo ore, facendo tranquillamente ritorno alla base. Come ulteriore cautela talvolta provvedevano a lasciare il borsone con gli attrezzi "da lavoro" sul posto già il giorno prima del colpo, in modo da risultare puliti in caso di controlli mentre si recavano a compiere i furti.

Gli ultimi assalti sono stati registrati dai carabinieri tra il 28 e 29 maggio a Castelfranco Veneto:  oltre alla rapina nei confronti dell'anziano, i predoni perpetrarono anche un paio di furti. Ma in quei giorni uno dei complici aveva manifestato l'intenzione di tornare in Albania, motivo per cui le forze dell'ordine hanno dovuto agire velocemente. Senza fissa dimora, i due albanesi gravitavano su Mestre e venivano ospitati da connazionali, soprattutto da un ricettatore incaricato di rivendere la merce rubata: proprio all'interno della sua abitazione è stata trovata tutta la refurtiva non ancora "piazzata", materiale per un valore totale di 100mila euro. I militari dell'Arma hanno iniziato a tessere la loro tela proprio partendo dal colpo di Maerne: i carabinieri hanno aspettato che nei giorni seguenti qualcuno tornasse a riprendersi la borsa con gli arnesi del "mestiere", posizionandoci una cimice con Gps. In questo caso quindi sono state proprio le accortezze dei banditi a metterli nei guai.

Il 26 marzo una 72enne di via Frassinelli a Maerne di Martellago venne spintonata e scaraventata a terra dai banditi, dopodiché venne presa a pugni. Una violenza esagerata rispetto alla debolezza fisica della vittima, che avrebbe sorpreso gli intrusi non appena quest'ultimi avevano scardinato gli scuri di una finestra.

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