Cronaca Scorzè / Via Venezia

Rapina una banca a volto scoperto a Scorzé, il "vezzo" gli vale l'arresto

Un 45enne di Marghera è stato fermato dai carabinieri il 6 giugno scorso a meno di 24 ore dal colpo alla filiale della Monte dei Paschi di Siena

E' entrato a volto scoperto. Un "vezzo" che alla fine si è rivelato fatale per un 45enne residente a Marghera (anche se da tempo non tornava più a casa) che il 5 giugno aveva rapinato con almeno un complice la filiale della Monte dei Paschi di Siena di Scorzé, in via Venezia. Nel pieno centro del paese.

A stringere le manette ai polsi del malvivente i carabinieri del Nucleo investigativo di Mestre, grazie alla collaborazione dei colleghi di Treviso e di Piove di Sacco. La "latitanza" dell'uomo, infatti, è durata meno di 24 ore. I militari lo hanno fermato nella tarda mattinata del 6 giugno mentre camminava per la strada a Spinea. Tranquillo. A faccia alta. Come se non avesse paura di essere catturato. Gli agenti, del resto, sono andati a colpo sicuro. Il video di sorveglianza della banca, abbastanza nitido, ha permesso agli investigatori dell'Arma di confrontare i connotati di quell'uomo che, a un certo punto, dopo essersi finto un normale cliente, ha tirato fuori un taglierino puntandolo verso i dipendenti con le foto segnaletiche dei soggetti pregiudicati della zona.

Tempo poche ore e si aveva nome e cognome del presunto delinquente. Il cui arresto è stato convalidato dal gip stamattina. Ora le indagini si stanno sviluppando su due versanti: in primis attribuire al 45enne altre rapine commesse sul territorio del Veneziano, del Trevigiano e del Padovano. Potrebbe essere, infatti, che abbia perpetrato ulteriori colpi a volto scoperto in zona. In secondo luogo dare un volto e un nome anche al complice che, subito dopo la prima aggressione a suon di taglierino, è entrato pistola (non si sa finta o vera) in pugno. Dopodiché la coppia ha arraffato i soldi in un sacco, (bottino circa 3mila euro) ed è fuggita a bordo di un'Alfa 33 rubata a fine maggio nel Trevigiano, poi ritrovata sempre nel Comune di Scorzé poco tempo dopo il blitz. Con ogni probabilità ad attendere i banditi al volante e col motore acceso c'era un terzo complice. Poi la classica "staffetta" con un'altra auto "pulita" e la fuga.

IL FIILMATO DELLA RAPINA

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