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La rapina alla benzinaia, telecamere al setaccio: "L'assalto armato ad Arino di Dolo"

I carabinieri stanno verificando le parole della vittima, una 40enne di Mira. Sarebbe stata bloccata lunedì sera in via Cazzaghetto e minacciata con una pistola. Nessun testimone

Ha raccontato di essere stata seguita, sorpassata e poi bloccata. Dopodiché di essersi trovata davanti quella pistola e i banditi a volto coperto. I carabinieri stanno tentando di ricostruire passo passo le fasi della rapina che si è verificata poco dopo le 19 di lunedì in via Cazzaghetto, nel territorio di Arino di Dolo, all'altezza della zona industriale. A due passi dall'incrocio semaforico di Cazzago di Pianiga.

Vittima dell'assalto, per la seconda volta in 3 anni, una dipendente del distributore IperOil di via Accoppè a Pianiga. Ad agosto 2013 raccontò di essere stata aggredita da una coppia di ladri, sempre a volto coperto, che poi fuggirono dopo aver mostrato una pistola a bordo di un motociclo. Stavolta la dinamica dell'agguato sarebbe più articolata. Non ci sarebbero testimoni che si sarebbero accorti di quanto stava accadendo, nonostante il tratto di strada in cui si sarebbe svolta la rapina di solito è piuttosto trafficato a quell'ora.

I carabinieri, da prassi, stanno cercando di verificare le parole della donna. Con ogni probabilità controlleranno attraverso le telecamere di sorveglianza l'effettivo transito della vittima per l'itinerario indicato. Per capire anche se sia stata seguita fin dall'inizio. La vittima, di circa 40 anni e residente a Mira, aveva intenzione di depositare l'incasso di giornata alla vicina filiale Antonveneta di Cazzago di Pianiga. Mancavano poche centinaia di metri e tutto sarebbe filato liscio.

Non è andata così. A un certo punto una Fiat 500 di colore grigio l'avrebbe superata, per poi arrestare la propria marcia. La donna sarebbe stata indotta a fermarsi. A quel punto una coppia di banditi sarebbe scesa dal veicolo e l'avrebbe minacciata, facendosi consegnare i contanti, circa 3mila euro. Evidentemente sapevano che ce n'erano molti. Dopodiché la fuga, con un terzo complice che avrebbe aspettato al volante, pronto a pigiare il piede sull'acceleratore.

Sulla vicenda ci sarebbero alcuni punti oscuri da chiarire: in primis il fatto che la vittima non avrebbe lanciato subito l'allarme, ma avrebbe preferito raggiungere di persona la caserma dei carabinieri della tenenza di Dolo, in via Arino, per denunciare l'accaduto. Si è così perso tempo prezioso. Ma è difficile ragionare a mente fredda in quei concitati momenti. Anche se la dinamica è diversa in molti punti, poi, esistono similarità con la rapina subita nel 2013 dalla donna: entrambi i malviventi "in prima linea" avrebbero parlato con accento locale ed erano armati di pistola. Anche in quel caso l'obiettivo era l'incasso e sono entrati in azione nella stessa fascia oraria. Se qualche telecamera immortalerà l'auto della vittima sul percorso indicato da quest'ultima, molti elementi potranno essere chiariti.

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