Quattro rapine in venti giorni: trio armato di pistola assalta laboratorio orafo a Galta

Ennesimo colpo del genere in Riviera. I criminali hanno scaraventato a terra la titolare, che si è lussata la spalla. Uno era a volto scoperto, e si è fatto aprire dall'inconsapevole vittima

Continuano le rapine in Riviera del Brenta. Dopo Fossò, San Pietro di Stra, Liettoli di Campolongo Maggiore è toccato al laboratorio orafo "La Fenice" di via Cesare Battisti a Galta di Vigonovo finire nel mirino dei criminali. Se nelle altre occasioni erano stati sempre due i delinquenti ad assaltare gli obiettivi di turno, stavolta sono stati 3 i criminali a entrare in azione. Come modus operandi (e anche come tipo di obiettivo) non sarebbero gli stessi dei colpi precedenti, almeno a giudicare dal tipo di bottino racimolato: non sono stati trafugati soldi liquidi, bensì i monili che si trovavano in vetrina. Spaccata nella parte che dà sull'interno dell'esercizio. 

Tutto è accaduto verso le 19.30: uno dei banditi suona il campanello (l'ingresso è a chiamata) e si fa aprire. E' a volto scoperto, dunque sembra in tutto e per tutto un cliente normale. Dopo qualche minuto di dialogo con la commerciante, apre ai complici. Sono in due. Incappucciati. Per farsi largo nel piccolo laboratorio spintonano la titolare, che cade a terra e si lussa la spalla. La sventurata verrà poi dimessa in serata dall'ospedale di Dolo al termine degli accertamenti. I rapinatori sarebbero italiani, ma non sarebbe stato possibile capire di che provenienza. Uno dei due travisati ha una pistola in mano, non si sa se vera o se finta. Tant'è. Dopo aver messo ko la titolare, i ladri arraffano quanto di valore c'era nel laboratorio e scappano a bordo di un'auto bianca. Il bottino si aggirerebbe su un valore tra i 3mila e 4mila euro. 

Sul posto, in via Cesare Battisti, intervengono i carabinieri della stazione di Vigonovo. Raccolgono la testimonianza della malmenata, poi soccorsa dai sanitari del 118. E' dolorante e comprensibilmente molto colpita dall'accaduto. Tanto più che si tratta della seconda rapina subita nel giro di 3 anni: nel 2013, infatti, due banditi la derubarono con modalità simili. Negli anni precedenti l'esercizio addirittura subì un tentato furto con fiamma ossidrica: ne scaturì un incendio che danneggiò pesantemente il piccolo negozio. I carabinieri hanno già acquisito le telecamere di sicurezza della zona, per cercare indizi utili a smascherare i delinquenti. Solo 24 ore prima un'altra gioielliera è finita all'ospedale a causa di una violenta rapina: è accaduto in ruga degli Oresi, a due passi dal Ponte di Rialto a Venezia.

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