Rapina in centro a Mira, gioielleria assaltata dai banditi con pistola

Terrore alla gioielleria "Oro&Ore" di via Nazionale. Arma puntata contro la dipendente. Un passante da fuori ha cercato di chiudere i ladri dentro

La gioielleria rapinata

Proprio di fronte al Municipio. A pochi metri dalla tabaccheria assaltata non più di dieci giorni fa. Residenti e commercianti non possono che urlare tutta la propria rabbia dopo l'ennesima rapina a mano armata in centro a Mira. Almeno una pistola e tre malviventi pronti a tutto. Pure a puntare quell'arma contro la giovane dipendente della gioielleria "Oro&Ore" di via Nazionale. L'assalto dei criminali verso le 19 di giovedì, poco prima dell'orario di chiusura. In uno dei punti più trafficati della Riviera. A loro evidentemente poco importa, sanno che con una pistola possono agire in poco tempo e con il massimo del profitto. Entrano in tre, il volto travisato pare da delle sciarpe e cappelli con paraorecchie. Del resto è freddo e pioviggina, per cui avvicinarsi all'obiettivo non è un grosso problema. Poi i tre, di origini straniere, almeno uno con accento dell'Est Europa, spostano una telecamera di sicurezza con un ombrello ed entrano nella piccola gioielleria quando c'è solo la dipendente. Solo dieci minuti prima il titolare era uscito per una commissione, lasciando il campo libero.

Una volta entrati, già con i volti travisati, salta fuori la pistola. Tutto diventa tremendamente chiaro: quella era una rapina, e a frapporsi tra i criminali e il bottino c'è solo una donna indifesa. Che non può far altro che acconsentire ad aprire la cassaforte. Finché non accade l'imprevisto: un cliente stava per entrare nel negozio e dall'esterno vede la scena. Capisce e decide che deve fare qualcosa. A quel punto tenta di chiudere dentro i criminali, tenendo la porta, mentre la donna sotto il tiro dell'arma lo implora di aprire. Glielo intimano anche i rapinatori, che alla fine riescono a uscire. Sulla spalla di uno di loro un borsone nero, riempito con quanti più preziosi possibile. Sull'ammontare del bottino solo venerdì potrà esserci chiarezza, ma nella fretta sarebbe sparita solo bigiotteria. Il sistema d'allarme, infatti, era entrato in funzione, cosicché i furfanti dovevano muoversi in fretta. I tre quindi guadagnano l'uscita e pare che abbiano avuto una colluttazione anche con il ragazzo che prima voleva chiudere loro la porta. Dopodiché arriva la richiesta d'aiuto ai carabinieri, visto che il giovane entra nel negozio di abbigliamento "Ninin" e chiede al titolare di chiamare le forze dell'ordine. Nel frattempo le segnalazioni fioccano.

"Uno dei ladri è quasi scivolato davanti al negozio - racconta il commerciante - e ha perso anche la pistola a terra. Proprio davanti all'ingresso del mio esercizio". In pochi secondi poi i delinquenti hanno imboccato via Gramsci e via Miranese a piedi per poi far perdere le proprie tracce. E' probabile che nelle vicinanze avessero qualche complice che li attendeva a bordo di un'auto. Fatto sta che si tratta dell'ennesimo assalto armato in centro a Mira. Crudele, con quella pistola puntata contro una donna indifesa. Alla mercé di balordi che non hanno avuto timore nel perpetrare una rapina proprio di fronte al Municipio. Con tanto di inseguimento a piedi da parte delle forze dell'ordine. "Quando l'abbiamo soccorsa tremava come una foglia. Era sotto shock - racconta il titolare di "Ninin" - Certo, prima la tabaccheria e ora la gioielleria. Cosa aspetta l'amministrazione a installare telecamere di sicurezza almeno all'incrocio principale? Già noi fatichiamo a tenere aperti i nostri negozi - sottolinea - poi dobbiamo anche subire assalti armati. Mettiamo i carabinieri a piedi in centro in orario di chiusura. Si sa che le rapine sono soprattutto in quell'ora. Ci sentiamo sotto tiro. Viene da dire - conclude - a chi toccherà la prossima volta?". Della questione si è discusso anche in Consiglio comunale, durante il quale è stata approvata una mozione per incentivare la cooperazione e il coordinamento tra forze dell'ordine e cittadini.

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