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La sala slot della rapina

La sala slot della rapina

Rapina con coltello in sala slot a Jesolo, un ferito e due arrestati

Il colpo verso le 2 della notte tra giovedì e venerdì in largo Centro Commerciale, vicino a piazza Mazzini. Probabilmente erano in quattro

Erano in tre, forse in quattro. Di certo un colpo violento e in grande stile, che stavolta però si è risolto in due arresti operati della polizia. Una coppia di rapinatori è finita in manette nella notte tra giovedì e venerdì a Jesolo dopo un assalto con coltello alla sala slot "Jackpot Spritz Play" di largo Centro Commerciale, una laterale di via Bafile all'altezza di piazza Mazzini.

I delinquenti sono entrati in azione verso le 2. Un dipendente dell'attività, un 24enne residente a Ceggia, mentre stava per mettere in funzione l'allarme anti intrusione è stato sorpreso alle spalle ed è stato spinto all'interno dell'esercizio. Ha capito subito ciò che stava accadendo. Davanti a sé due delinquenti con il volto travisato, uno con un passamontagna l'altro con un cappuccio tirato su, come il terzo complice che faceva da "palo" all'esterno. Camminando su e giù nervosamente. I due hanno spinto a terra il dipendente, poi l'hanno trascinato all'interno. Entrambi i criminali entrati nella sala slot erano armati con un coltello a serramanico. Entrambi puntati dritti alla gola del ragazzo. Per far capire che non si scherzava di certo. Lo sventurato è stato malmenato e spintonato. "E' stato raggiunto anche da un paio di pugni in testa - spiega il titolare Diego Ferrazzo - Sono stati due minuti e mezzo eterni per lui". Il dipendente quindi non può far altro che aprire la cassaforte e consegnare l'incasso di giornata: circa 17mila euro in contanti. Ma prima è stato colpito più volte dai pugni, perché per la concitazione del momento non era riiuscito a inserire il codice di sicurezza del forziere: ""Figlio di puttana hai acceso anche l’allarme. Apri ti ammazziamo", gli hanno intimato. I banditi ne razziano il contenuto, che ammonta a circa 2.700 euro. Il giovane pensa che sia finita, ma non è così. I malviventi non si accontentano e gli chiedono altro denaro. Il giovane tenta di dissuaderli e i banditi, ancora più infuriati, lo colpiscono con maggiore vigore con pugni al volto. Un bottino cospicuo poi sparito nel nulla, nonostante gli arresti. Dopo aver ottenuto ciò che volevano i tre sono scappati a piedi verso la spiaggia, ma è probabile che vicino ci fosse un altro complice con un'auto pronto a pigiare il piede sull'acceleratore per garantire alla banda una fuga repentina.

Fatto sta che a due ore di distanza forse sembravano già di essere al sicuro. L'allarme è infatti stato lanciato subito dal dipendente e dal proprietario della sala slot, nel frattempo intervenuto sul posto. Di ritorno dal commissariato si accorgono verso le 4 in piazza Mazzini di un gruppetto di nordafricani. E segnalano tutto alla polizia. Uno dei due è una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, un senza tetto senegalese controllato negli ultimi giorni in un casolare poco distante, in via Isonzo. Una coppia di senza dimora viene portata negli uffici del commissariato, dopo un breve tentativo di fuga fino alla galleria Schiavon, e la fisionomia di uno dei due sembrava combaciare con uno dei banditi della rapina. Tanto più che nello zaino aveva un paio di scarpe gialle con striscia nera identico a quello immortalato dalle telecamere di sorveglianza della sala slot, indossate dal criminale con il passamontagna. Nella colluttazione della rapina il cappuccio di uno dei malviventi davanti alla telecamera arretra giusto il tempo di lasciarne intravedere parte del volto. Anche in fase d’uscita i poliziotti rilevano un secondo errore dei malviventi: uno di questi infatti si gira verso gli altri per incitare gli altri a scappare, ma lo fa proprio in direzione delle telecamera. E lascia scoprire il volto.

Intanto nel casolare gli agenti trovano una terza persona, che poi sarà il secondo arrestato. Corrisponde alla descrizione del secondo aggressore. Anche lui viene portato in commissariato: a incastrarlo il riconoscimento del 24enne aggredito, che dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso ha raggiunto gli uffici del commissariato. Riconosce con certezza due banditi, il terzo uomo, invece, per ora non sarebbe stato collegato con certezza al colpo. E' probabile, però, che una quarta persona in questo momento sia riuscita a far perdere le proprie tracce con il bottino. Ancora non ritrovato dalle forze dell'ordine. "Il bandito con le scarpe gialle è stato visto passare un'oretta prima davanti alla vetrina - racconta il titolare - forse stava studiando il colpo".


Durante le perquisizioni personali il bandito che fungeva da palo è stato trovato in possesso di 800 euro nascosti nelle mutande. Dall’analisi dei telefonini giungono altre conferme. I due giovani, tutti clandestini sul territorio nazionale e gravati da precedenti per reati contro il patrimonio e sulla normativa inerente gli stupefacenti, sono stati arrestati. Si tratta di un 31enne ivoriano e un 34enne senegalese.

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