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Pistola spianata, poi fuga e inseguimento. Rapina a Spinea, catturato il terzo bandito

La polizia ha fermato quasi subito due presunti responsabili, un altro è stato bloccato il giorno dopo, martedì. In casa a Carpenedo gli effetti dei complici e la confezione della pistola

Ingresso nella sala slot, volti travisati e pistola alla mano. Minacce alla dipendente, che consegna i soldi. Poi la fuga. Sono in quattro, scappano a bordo di una Volkswagen Golf. La polizia interviene velocemente e riesce a bloccare subito due criminali, mentre un terzo, tunisino 45enne domiciliato a Carpenedo, viene fermato il giorno successivo. In casa gli trovano la scatola della pistola utilizzata, con tanto di confezione delle cartucce mancanti. Compatibili con la rapina. All'interno dell'auto poi vengono trovati anche giubbotto e cellulare di un secondo arrestato.

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La squadra mobile, dunque, dopo gli arresti in flagrante di lunedì sera, è riuscita martedì mattina a stringere le manette ai polsi anche del terzo componente della batteria che ha semintato tanto trambusto a Spinea lunedì. Per lui le ore di latitanza erano contate: si tratta di un 45enne tunisino che è finito nel mirino degli investigatori al pari di un mestrino di 54 anni (quello che durante l'assalto teneva in mano la pistola) e di un 32enne romeno. Tutti con precedenti. Rimane uccel di bosco il quarto complice, ma il cerchio potrebbe stringersi in fretta attorno a lui.

Lunedì sera sono momenti concitati a cavallo tra il centro di Spinea e Villaggio dei Fiori. I criminali, 4 in tutto, si trovano a bordo della Golf e cercano di allontanarsi il più possibile dal luogo delle operazioni. Vogliono sbarazzarsi della pistola e per questo motivo la lanciano fuori dal finestrino in corrispondenza di via Pastrengo. È possibile che volessero gettarla in un vicino canale, ma l'arma, che poi si rivela una Beretta 92 finta, finisce invece sull'asfalto.

I rapinatori hanno la polizia alle calcagna: vengono bloccati in zona viale Viareggio, al Villaggio dei Fiori. Uno, il veneziano, viene "placcato" subito. Il complice romeno, 32 anni, deve desistere dopo un inseguimento a piedi. Gli altri sodàli riescono provvisoriamente a farla franca, contando anche sull'oscurità. Uno di loro, il tunisino, nella fuga attraversa il cortile di un'abitazione e viene ripreso dalle telecamere di sorveglianza, che ne confermano l'identità quando viene trovato il giorno successivo. Nello scavalcare la recinzione perde parte della refurtiva. La proprietaria, infatti, la mattina seguente si sveglia e trova un mucchio di banconote vicino a una pianta. I poliziotti riescono quindi a identificare il fuggitivo e a individuarlo per strada. Dopodiché la perquisizione domiciliare a Carpenedo chiude i giochi.

A tradire la banda sono i servizi antirapina organizzati in orari "sensibili" dalla polizia. Gli agenti intercettano l'auto già a Mestre e notano movimenti sospetti, poi la seguono fino a Spinea e vedono entrare i quattro nella sala slot in modo guardingo. Pensano a qualche movimento funzionale a un giro di droga. Non è così. Dopo un minuto circa, vedono le stesse persone allontanarsi di corsa. Capiscono cosa sono andati a fare e si lanciano all'inseguimento. La corsa continua in via Roma, poi in via Mion per poi raggiungere via Pastrengo. Lì il lancio della pistola. Poi scatta il "game over" in viale Viareggio.

Nel frattempo le forze dell'ordine soccorrono anche la dipendente aggredita dai rapinatori: si è trovata davanti agli occhi la pistola, mentre un cliente di origini cinesi è stato raggiunto da un ceffone. In pochi istanti i 4 sono riusciti a impossessarsi del denaro, circa 13mila euro.

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