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"Mio padre colpito alla testa con la pistola, ha perso molto sangue. Non è vita questa"

Parlano moglie e figlia del tabaccaio di 75 anni pestato e rapinato giovedì a Marghera: "Ci sentiamo a rischio. Lui è ancora in ospedale. Chiediamo giustizia. Non si può lavorare così"

"Quando sono tornata ho visto molto sangue per terra. Avevano picchiato mio marito, può immaginare come mi sono sentita". Non si spegne l'eco della violenta rapina di giovedì sera alla tabaccheria di via Durando a Marghera. Venerdì mattina è un lungo viavai di clienti affezionati dell'esercizio che non si capacitano dell'accaduto. Che abbracciano Daniela Garbin, la titolare dell'esercizio. "Erano le 18.30 circa - racconta la figlia, Elisabetta - mio padre era da solo perché mia madre era andata pochi minuti in una vicina farmacia. E' successo tutto molto in fretta".

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L'anziano, di 75 anni, ha passato la notte in ospedale. E' stato colpito alla testa con il calcio di una pistola e ha riportato problemi anche al naso, tant'è vero che venerdì mattina si trovava nel reparto di Otorinolaringoiatria dell'Angelo. I criminali sono due. Arrivano in sella a due vecchie biciclette. Hanno il volto travisato da cappucci e sciarpe: "Mio padre ha detto che si vedevano solo gli occhi", continua la figlia. Con ogni probabilità sono dei rapinatori seriali, perché come in altre precedenti occasioni tentano di trascinare la vittima di turno verso il retro. Vogliono chiuderla in bagno. "Sono entrati e hanno puntato la pistola al petto di mio padre - spiega la figlia - poi hanno superato il banco e hanno iniziato a trascinarlo. Lui ha cercato di opporre resistenza con le braccia. Per questo l'hanno colpito con il calcio dell'arma. Momenti terribili. Non è possibile vivere così. E' sempre più difficile la mattina aprire il negozio. Può intuire come ci sentiamo oggi. E' la terza o quarta rapina che subiamo e uno dei delinquenti che ci ha derubato in passato sappiamo chi è. Anche la polizia sa chi è. Gira tranquillo per strada".

I criminali, dopo aver usato le cattive, hanno via libera. Si impossessano dei soldi del registratore di cassa e scappano. Uno in sella a una bici, l'altro a piedi. L'altra due ruote rimane vicino alla tabaccheria. Sul posto intervengono le volanti, che soccorrono il ferito. "C'era una striscia di sangue fino a fuori il negozio - sottolinea la moglie dello sventurato - perché lui ha tentato di rincorrerli. Quando sono tornata dalla farmacia c'era molta gente. Speriamo li prendano, ma ora abbiamo paura". Elisabetta lo dichiara apertamente: "Ci sentiamo a rischio. Non è vita questa. Chiediamo giustizia".

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