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Rapina alla Tupperware di Ponzano Criminali armati arrestati a Venezia

L'assalto lunedì sera nello stabilimento trevigiano. Poi l'inseguimento fino a Mestre in autostrada, anche con l'elicottero. Alla fine le manette

Avevano appena messo a segno una rapina armata a Ponzano Veneto, nel Trevigiano. Seminando il terrore. La banda aveva estratto anche un revolver nello stabilimento della Tupperware, per poi scappare con un bottino di poco meno di ventimila euro. Una fuga che per tre dei banditi si è conclusa nel Veneziano, pare all'altezza di via Caravaggio a Mestre. Sulle loro tracce oltre ai carabinieri della compagnia di Montebelluna, si sono lanciate anche pattuglie del nucleo investigativo dei carabinieri di Venezia e della polizia stradale. Che hanno coadiuvato i colleghi della Marca. I rapinatori sono stati braccati anche dall'alto, grazie a un elicottero dei carabinieri sempre di Treviso, visto volare insistentemente per circa mezz'ora in corrispondenza della grande rotonda della Castellana.

Dopodiché dopo il rocambolesco inseguimento che ha interessato tutta la direttrice che da Ponzano Veneto porta fino in laguna, sono scattate le manette. Tutti i banditi sarebbero residenti tra Mestre e Spinea (C.S., 42 anni, A.S., 28 anni, M.P., 36 anni, S.G., 36 anni e il campano, G.S., 34 anni). Quattro di loro sono di origini siciliane, il quinto, invece, un campano, è l'unico incensurato del sodalizio. Alle loro spalle ci sarebbero numerosi altri colpi, tra cui furti e rapine, ma anche episodi legati a lesioni, tutti commessi nel territorio veneziano.

LA RAPINA - L'assalto dei banditi all'azienda di via delle Industrie è stato perpetrato verso le 21.20 mentre si svolgeva un incontro tra venditori, alcuni rimasti sotto shock e soccorsi dal personale del 118. I rapinatori, con il volto travisato da passamontagna, hanno fatto irruzione al piano terra dell'edificio. All'ingresso hanno sorpreso la contabile, 41 anni, una delle venditrici dell'azienda, 29 anni, e un'impiegata, 33 anni, che si dedicava a sistemare in ufficio i contanti incassati dalla 29enne durante la giornata di lavoro. I quattro banditi, con i volti coperti da passamontagna, hanno estratto un revolver Smith & Wesson e l'hanno puntato dritto contro la 33enne, trascinandola in ufficio e obbligandola a consegnare loro l'incasso. Pochi istanti prima, però, il marito di una dipendente, che si trovava al piano superiore dove si stava tenendo il consueto meeting settimanale, insospettito delle urla si è precipitato a vedere cosa stesse accadendo. Ha tentato di resistere alla rapina ma è stato colpito da un malvivente alla testa con il calcio della pistola, procurandosi ferite guaribili in 15 giorni. L'uomo, un dipendente dell'ospedale di Treviso, 49 anni, è finito a terra. I rapinatori hanno così potuto prelevare l'incasso e fuggire con il bottino di circa 20mila euro in contanti.

LA FUGA E L'ARRESTO - Dopo il colpo la banda è fuggita a bordo di una Fiat Panda rubata il 5 aprile a Casale sul Sile e trovata poco dopo all'interno del parcheggio del cimitero di Villorba. All'interno sono stati rinvenuti diversi arnesi da scasso, tronchesi, passamontagna e berretti. Il veicolo, inoltre, era sporco di fango, il che ha fatto pensare agli investigatori che fosse stato utilizzato per altri colpi. Con ogni probabilità è stato lì il punto in cui è avvenuta la staffetta: i cinque malviventi si sono divisi. Due sono saliti a bordo di una Fiat Punto rintracciata e bloccata al casello di Treviso Nord. Lì sono scattate le manette. All'interno della vettura, sotto il tappetino anteriore del passeggero, era stato creato un vano appositamente per nascondere la busta contenente il bottino, immediatamente sequestrato.

POSTO DI BLOCCO - Gli altri tre invece hanno continuato a fuggire sulla Mercedes Classe A, che secondo i carabinieri della compagnia di Montebelluna sarebbe stata individuata all'altezza di Mestre. Sempre in autostrada. Da quel momento è scattato l'inseguimento tra pattuglie della polizia stradale e carabinieri. Inseguimento che si è concluso una decina di chilometri più tardi (dopo che i fuggitivi sono usciti dalla tangenziale all'altezza della Castellana, in via Caravaggio. Nelle vicinanze dello Stinger. Sequestrata anche la pistola. In entrambi i casi prezioso l'aiuto dell'elicottero del reparto specializzato dei carabinieri di Treviso.

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