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A sinistra le pedate sul muro date dai ladri per arrampicarsi al secondo piano, a destra la ferita al gomito riportata da Angelo Stamati

A sinistra le pedate sul muro date dai ladri per arrampicarsi al secondo piano, a destra la ferita al gomito riportata da Angelo Stamati

"I ladri hanno colpito mio padre con un cacciavite in pancia, io invece preso a pugni"

Paura mercoledì sera in una villetta di via Don Bosco a Marcon. Gli inquilini riescono a bloccare i ladri, ma questi usano un coltello da cucina e altre armi per riuscire a scappare

"Certo che lo riconoscerei, almeno quello che mi ha minacciato con un coltello da cucina". Hanno denotato coraggio e anche un po' di incoscienza Manuel e Angelo Stamati, rispettivamente figlio di 26 anni e padre di 70, che mercoledì sera in via Don Bosco a Marcon hanno ingaggiato ripetuti corpo a corpo con una coppia di ladri entrata nella loro abitazione verso le 22: "Sono passati dalla finestra dalle mia camera da letto - dichiara il giovane Manuel, alle prese ancora con le contusioni - nella nostra abitazione c'eravamo io, la mia fidanzata, mio padre e mio nonno. All'inizio non ci siamo accorti di nulla, ma il cane ha iniziato ad abbaiare insistentemente verso il giardino. Per questo siamo usciti e siamo andati a controllare". 

Ladri sorpresi in camera da letto

I sospetti sono diventati realtà poco più tardi, quando padre e figlio escono e si accorgono della finestra spalancata della camera da letto matrimoniale. E' situata al primo piano e qualcuno evidentemente era all'interno: "Mio padre è rimasto fuori, mentre io sono corso verso la porta della camera - continua Manuel - Si erano chiusi dentro sfruttando due comodini. A quel punto sono riuscito ad aprirla e ho visto i due ladri in azione. Avevano rovistato nei cassetti e negli armadi. Hanno capito di essere stati scoperti e hanno semplicemente saltato dalla finestra, saranno stati 4 metri di altezza".

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Il primo corpo a corpo

A quel punto iniziano le urla e l'intero vicinato si accorge di ciò che stava accadendo: "Mio padre è stato travolto nel trambusto - spiega il figlio - è caduto a terra e ha riportato una ferita. Forse è stata causata da un'arma da taglio, forse dall'impatto con il terreno". In quei momenti si capisce ben poco: "Mio padre ha bloccato uno dei delinquenti e ha cercato di fermarlo - ricorda il 26enne - io invece ho pensato di raggiungerli più avanti. Sono uscito di corsa, ho scavalcato la rete e sono riuscito a frappormi alla traiettoria di fuga di uno dei due, quello più grosso. Era alto circa 185 centimetri per cento chili, un omone. Lui si che lo riconoscerei, anche perché abbiamo iniziato a prenderci a pugni". 

Il secondo corpo a corpo

I colpi proibiti si moltiplicano: "Mi continuava a colpire anche con il sacchetto in cui aveva i gioielli che aveva appena rubato, del valore di circa 3mila euro - ricorda Manuel - poi l'altro complice, entrambi erano dell'Est Europa, ha detto di tirare fuori il coltello da cucina e così ha fatto". Di fronte alla minaccia della lama il 26enne non ha potuto che soccombere, lasciando il delinquente raggiungere la Ford Fusion dal colore scuro parcheggiata in strada poco più avanti: "Nel frattempo mio padre era riuscito ad aprire la portiera del passeggero, dove era seduto l'altro ladro e per tutta risposta quest'ultimo ha tirato fuori un cacciavite e l'ha colpito due volte in pancia - conclude il figlio - io ho spaccato lo specchietto del conducente e un fanale posteriore, non riuscendo ad aprire la portiera del conducente. Poi sono riusciti a fuggire".

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Indagini in corso

Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi: "Tutto il circondario è uscito in strada per le urla, ma loro sono riusciti a scappare. Hanno fatto un salto di 4 metri come niente fosse, poi hanno tirato fuori coltello e cacciavite. Non avevano certo paura di noi", conclude Manuel Stamati, che ha riportato traumi guaribili in 7 giorni e si è dovuto sottoporre, al pari del padre, a una antitetanica. 

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