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Una volante dopo un furto in villa (archivio)

Una volante dopo un furto in villa (archivio)

Terrore in villa: imprenditore rapinato da banditi armati a Jesolo

L'assalto martedì sera in zona Lio Maggiore. Guido Schiavon, 75 anni, e la moglie sotto il tiro delle armi di alcuni criminali. Poi un malore

Prima rapinano il guardiano della villa adiacente, poi penetrano nella sua abitazione e l'aggrediscono. Sotto il tiro di un fucile. Serata di terrore a Lio Maggiore, nel territorio di Jesolo, martedì. Dove sono state inanellate due rapine in poche centinaia di metri da parte di una banda di criminali dal volto travisato. Tanto che alla fine uno dei derubati sviene, inducendo gli intrusi a fare dietrofront allontanadosi il prima possibile. Il copione è sempre lo stesso: minacce, un'arma che induce chi è finito nel mirino a consegnare quanto ha di valore, poi la fuga nell'oscurità.

Tutto inizia poco prima delle 20 all'interno di una tenuta in zona Valle Grassabò, sul litorale. A un certo punto tre criminali aggrediscono il guardiano chioggiotto della villa che appartiene all'imprenditore Giuseppe Stefanel. I proprietari non erano in casa. Usano le maniere forti, tra spintoni e calci. Avevano semplicemente scavalcato il cancello, suonando alla porta della postazione del guardiano. Durante il raid si sono impadroniti non solo dei contanti che lo sventurato aveva in tasca (un centinaio di euro circa), ma anche di un fucile ad aria compressa che poi farà capolino di nuovo poco più tardi. Sono in tre i criminali, armati di taglierino. Come arrivano se ne vanno pure, in pochi istanti.

Ma la scorribanda non si è conclusa qui. Forse sbagliano obiettivo: pensavano di assaltare l'abitazione della famiglia di industriali, invece aggrediscono i coniugi Schiavon. O forse è tutto filato come volevano. Almeno all'inizio. Il proprietario, infatti, è un 75enne ex uomo d'affari del settore alberghiero ora in pensione. A sorprenderli e bloccarli sono due criminali: sempre volto travisato e sempre quel fucile trafugato poco prima. Nessun dubbio che si tratti della stessa banda, i cui componenti parlano con accento dell'Est Europa. Suonano il campanello e non appena gli inquilini aprono si trovano puntato contro il fucile.

Evidentemente il "palo" era rimasto all'esterno, per controllare il possibile intervento delle forze dell'ordine prima che la rapina fosse perpetrata. Magari a bordo di un'auto pronta per la fuga. E' possibile inoltre che sia rimasto a controllare i movimenti del guardiano della villa Stefanel, tant'è vero che gli allarmi sono stati lanciati pressoché in simultanea. Sotto la minaccia dell'arma il 75enne Guido Schiavon ha dovuto consegnare l'orologio di lusso che aveva al polso, mentre la consorte avrebbe dovuto privarsi dei gioielli che indossava. Alla fine il 75enne, vista la tensione, sarebbe stato colto da un malore improvviso. Accasciandosi sul pavimento. A quel punto i banditi avrebbero fatto dietrofront, preferendo scappare lasciando a terra il fucile utilizzato per l'aggressione. Hanno raggiunto il cancello della tenuta con la Mercedes del proprietario. Poi la fuga a bordo di qualche veicolo, condotto con ogni probabilità dal terzo complice.

Sul caso sta indagando la squadra mobile della questura. Solo poche settimane fa al Lido di Venezia una coppia di anziani coniugi venne legata e derubata. Una vicenda che ha fatto innalzare la richiesta di sicurezza dei residenti. Sicuramente anche questo secondo assalto avrà conseguenze simili sulla comunità jesolana.

"Ora basta, il Veneto e l'Italia non possono trasformarsi nel Bengodi per delinquenti, rapinatori, ladri e violentatori - ha commentato il presidente del Veneto, Luca Zaia - Non si può più esitare e fare distinguo: il territorio va militarizzato, l'Esercito deve scendere immediatamente in strada. Governo e Parlamento varino con la massima urgenza, se necessario per decreto, provvedimenti che conferiscano alle forze dell'ordine e all'esercito poteri speciali per combattere una delinquenza che sta dilagando senza argini avendo la consapevolezza che nessuno provvederà a punirla".

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