Incastrato un rapinatore seriale di banche dopo un tentato colpo a Modena

La squadra mobile ha identificato il malvivente che era entrato armato di pistola in una MPS il 22 giugno. Era già finito in carcere tre giorni dopo per lo stesso fatto, a Verona. Aveva "base" a Marghera

Al termine delle indagini la squadra mobile di Modena ha risolto il caso della tentata rapina avvenuta il 22 giugno alla filiale MPS di viale Trento Trieste, a Modena: il responsabile è un 55enne residente a Marghera, di origini foggiane, rapinatore seriale e "pendolare" del crimine con all'attivo almeno sette colpi in altrettante banche del nord-est, tra cui anche nelle città di Treviso, Padova e Bologna. L'uomo era uscito dal carcere di Padova a marzo, dopo esservi stato rinchiuso per una rapina commessa a Treviso.

Tentata rapina a Modena

Quanto all'episodio del 22 giugno, la polizia ha così ricostruito i fatti: verso l'orario di chiusura un uomo con il volto coperto da una mascherina, in giacca e camicia, era entrato nell'istituto di credito e aveva estratto una pistola (poi risultata una scacciacani) con la quale aveva minacciato il personale per farsi consegnare il denaro. A quel punto però era entrato in azione il sistema di chiusura temporizzata della cassaforte, allungando i tempi e scoraggiando il malvivente: capendo che le cose andavano troppo per le lunghe era fuggito a mani vuote e aveva fatto perdere le proprie tracce.

Altro tentativo a Verona

Gli investigatori della Mobile si erano messi al lavoro raccogliendo i filmati della videosorveglianza e le testimonianze del personale. Fondamentale per l'inchiesta, tuttavia, è stata l'operazione condotta appena tre giorni dopo dai colleghi della questura di Verona: il 25 giugno, infatti, la polizia scaligera ha arrestato lo stesso malvivente subito dopo un'altra tentata rapina, avvenuta con modalità analoghe al banco BPM. Incrociando i filmati, ma anche altri elementi come l'inflessione dialettale ed il riconoscimento visivo, la polizia è riuscita a stabilire che il rapinatore di Modena e quello di Verona erano la stessa persona.

Carcere

La squadra mobile di Modena ha dato quindi dato esecuzione ieri all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modena su richiesta del sostituto procuratore Lucia De Santis, notificando il provvedimento nel penitenziario di Verona, dove il 55enne è ristretto da giugno.

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