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Rapine, sequestri e pestaggi: in manette un duo di violenti criminali

Un terzo complice è ancora latitante. A essere arrestati due pregiudicati albanesi accusati di aver partecipato a un assalto in villa a Caorle

Avevano commesso molti errori, ora ne pagano le conseguenze. Due rapinatori sono stati arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo di Venezia con l'accusa di avere partecipato assieme a un terzo complice alla rapina del 13 luglio 2013 ai danni del ristoratore Vanni Doretto a Caorle. Un colpo violento, perpetrato mentre la vittima stava raggiungendo il portone d'ingresso della propria abitazione dopo essere sceso dall'auto.

Venne bloccato da tre criminali con il volto coperto da dei sottocaschi. Subito i malviventi gli furono stati addosso, minacciandolo con una pistola. Di fronte a un assalto del genere l'uomo non aveva potuto opporre resistenza, costretto a entrare in casa sotto tiro dell'arma. I banditi una volta all'interno si fecero consegnare diversi soldi, tra venti e venticinquemila euro in contanti, e il telefono cellulare dello sventurato. Dopodiché, per assicurarsi una fuga "agevole", legarono alla bell'é meglio il proprietario con cravatte e cinture per poi allontanarsi.

Ma un tentativo di reazione del ristoratore ha poi fornito elementi fondamentali per le indagini: riuscì con un movimento repentino a togliere il sottocasco a uno dei banditi. Un delinquente si ferì pure a una mano. Una pista importante per le indagini è stata costituita anche dall'auto dei rapinatori. Una Mercedes classe A lasciata sul posto una volta che videro avvicinarsi nella notte un altro veicolo. Potevano essere i carabinieri. Per questo i tre, visti da alcuni testimoni, decisero di scappare a piedi per i campi.

Tracce quindi vennero lasciate sia nel veicolo lasciato sul posto, sia dal sangue perso da uno dei banditi. Dopodiché la palla è passata al Ris di Parma, che ha comparato i profili genetici repertati e ha incastrato i tre rapinatori (uno dei quali per ora è latitante). Si tratta di un trio di cittadini albanesi per i quali sarebbero state accertate diverse rapine già a partire dal 2010, sia nella nostra provincia che altrove. A loro viene attribuita anche una serie di furti in abitazione perpetrata lo scorso gennaio nel Canton Vallese, in Svizzera. Uno degli arrestati è stato individuato nel Sandonatese, l'altro in provincia di Varese. Dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi. Nel frattempo sono state ultimate anche una decina di perquisizioni domiciliari nei confronti di chi potrebbe aver spalleggiato l'organizzazione criminale durante le sue scorribande. Sostituendo all'occorrenza i complici durante i colpi: "Questo è un gruppo particolarmente violento e organizzato, stiamo analizzando altri colpi dal modus operandi simile", ha spiegato Enrico Risottino, capitano del nucleo investigativo dei carabinieri.

"LE INDAGINI CONTINUANO"

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