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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Musile di Piave

Rapine con pistola ai benzinai, in manette la banda dei distributori

Un 38enne di Fossalta di Piave e un 24enne del Trevigiano in manette per un colpo all'Agip di Musile di Piave e un blitz simile nella Marca

I carabinieri sono convinti di averli incastrati. Del resto contro O.Z., 38enne operaio di Fossalta di Piave, e R.B., 24enne giostraio con residenza a Breda di Piave, nel Trevigiano, ma di fatto senza una dimora stabile, c'è non solo un testimone che li ha visti scappare in auto dopo la rapina, ma anche il DNA. Che ha giocato uno scherzo pesante alla coppia di sodàli accusati di aver rapinato il 20 luglio del 2012 il titolare di un distributore Agip nel territorio di Musile di Piave.

Verso l'orario di chiusura, infatti, la coppia si è presentata in sella a due moto da enduro. Pistola e taglierino, poi la fuga con l'incasso di giornata. Circa tremila euro, al pari di un colpo precedente perpetrato agli inizi di luglio a un distributore Ip di San Biagio di Callalta, nel Trevigiano. E' stato subito chiaro come i due colpi fossero stati perpetrati dagli stessi delinquenti. In entrambi i casi i banditi sono arrivati a bordo di motociclette. Armati di pistola e taglierino. I carabinieri del nucleo investigativo di Mestre, con la collaborazione dei militari della compagnia di San Donà di Piave, si sono quindi messi sulle tracce dei malviventi. L'ipotesi iniziale, poi suffragata dalle indagini, era che la coppia dopo aver perpetrato la rapina avrebbe potuto effettuare la classica "staffetta". Ossia lasciare le moto "scottanti" da qualche parte per poi salire a bordo di un'auto "pulita", in grado di non destare sospetti.

Così è stato: le moto da enduro (entrambe rubate, una delle quali a Marghera poche settimane prima) sono state ritrovate a pochi chilometri di distanza dal luogo del colpo. Le analisi hanno quindi permesso agli investigatori di individuare delle possibili tracce di sudorazione. I reperti sono quindi stati inviati al Ris di Parma che ha poi "incastrato" uno dei due componenti del sodalizio criminale: le tracce di DNA di B.R., il 24enne, non avrebbero dovuto trovarsi sul motociclo. Visto che si trattava di un mezzo rubato. Ad aiutare le indagini anche la testimonianza di un residente, il quale a un certo punto mentre portava a spasso il cane in una zona di campagna ha visto arrivare due moto. Poi, subito dopo, gli è passata davanti agli occhi una Fiat Punto con a bordo due persone.

Poco più in là le enduro incustodite. Subito ha fatto due più due, permettendo anche agli investigatori di avere in mano una targa parziale su cui lavorare. Gli accertamenti hanno quindi portato a una donna extracomunitaria residente a Jesolo. L'auto era di sua proprietà, ma nella disponibilità del 38enne di Fossalta. Fatto questo che ha permesso di chiudere il cerchio. I due complici, infatti, si sarebbero conosciuti per una storia intrattenuta da O.Z., dall'alba di lunedì ai domiciliari in quanto incensurato, con una donna del giro dei giostrai. R.B. invece è stato individuato e accompagnato al carcere di Treviso. I carabinieri stanno ora cercando di capire se la coppia si sia macchiata di crimini simili. Analizzando altre rapine avvenute in tutto il Veneto.

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