rotate-mobile
Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Santo Stino di Livenza

Rapine violente con maschere, banda smantellata: altri due in carcere

Sarebbero responsabili di diversi episodi, l'ultimo accertato era stato messo a segno a San Stino nel febbraio del 2017. Alcuni mesi fa i carabinieri avevano catturato tre di loro, gli altri presi ieri

L'operazione era stata denominata "arancia meccanica", in riferimento alla violenza impiegata nel corso delle rapine. La banda ne avrebbe messe a segno almeno 7, tutte ai danni di esercizi commerciali della provincia di Venezia. In alcune occasioni con il volto mascherato. L'ultimo capitolo dell'indagine è stato portato a termine ieri con la cattura di Angelo Abbatascianni, 30enne di Spinea, e Michel Innocenti, 24enne di Caselle di Altivole (Treviso), due banditi appartenenti al gruppo e ritenuti responsabili (assieme ad altri due, già in carcere) di una rapina in tabaccheria avvenuta a San Stino il 6 febbraio 2017. Sono stati raggiunti da misure di custodia cautelare in carcere eseguite dai carabinieri del Nucleo investigativo di Venezia e della compagnia di Portogruaro, emesse dal gip del tribunale di Pordenone in accoglimento della richiesta della procura locale. Gli altri due - sempre italiani, uno di Marghera e l'altro del Rodigino - erano stati assicurati alla giustizia nei mesi scorsi, a febbraio 2018. Della banda fa parte anche un minorenne romeno.

Le indagini

L'ultimo episodio accertato, il 6 febbraio 2017 a La Salute di Livenza, frazione di San Stino: i quattro maggiorenni (il minore è già in carcere) si muovono a bordo di una Fiat Idea rubata poco prima a Torre di Mosto. Hanno il volto travisato con maschere di Anonymous. Uno resta in auto, gli altri tre entrano nella tabaccheria di via Silvio Pellico. Puntano un'arma contro il titolare e si fanno consegnare i soldi. «Ci hanno spinti nel magazzino con il corpo a terra e la pistola puntata addosso», racconterà il titolare. In seguito all'episodio i carabinieri si mettono sulle tracce dei banditi. Ci sono le registrazioni delle telecamere. Gli investigatori scoprono che le maschere sono state acquistate a Torre di Mosto poco prima, riescono a ottenere la descrizione dei giovani ascoltando la testimonianza della negoziante che gliele ha vendute. E poi c'è una delle maschere, che è stata abbandonata nell'auto e che viene analizzata dagli specialisti del Ris di Parma: il dna rilevato corrisponde a quello di uno dei quattro sospetti.

«Dobbiamo darci ai bancomat»

Alle indagini contribuiscono le intercettazioni telefoniche. I due ragazzi avrebbero i progetti di fare le cose più in grande: «Rischiamo tanto per pochi euro, dobbiamo fare i bancomat», dicono durante una conversazione. Nella scorribanda messa a segno a San Stino hanno accumulato circa 5mila euro di refurtiva, tra contanti e merce. In tutto sono 7 le rapine accertate tra tabaccherie, supermercati, negozi. Messe a segno tra fine 2016 l'intero 2017. In due di queste i criminali hanno provocato gravi lesioni ai tabaccai, in un'occasione hanno rotto i denti alla vittima con il calcio della pistola.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rapine violente con maschere, banda smantellata: altri due in carcere

VeneziaToday è in caricamento