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Mose, troppe anomalie. "Dove finiscono i soldi? Sbloccare i lavori e terminare l'opera"

Un lungo rapporto dei commissari straordinari mette in luce tutti i problemi dell'opera. Obiettivo finire i lavori, sullo sfondo il contrasto tra Anac e Provveditorato

Una vera e propria accusa contro le anomalie riscontrate, nonché critiche alle imprese e al Provveditorato delle opere pubbliche. Come riporta la Nuova, sono quelle mosse dai commissari straordinari nominati dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone per far luce sulla destinazione finale dei soldi destinati al Mose, con i cantieri fermi a fronte di una disponibilità finanziaria di 400 milioni di euro stanziati dal Governo.

Il rapporto dettagliato

Nel corposo documento redatto da Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola, si legge di molte criticità sui lavori già svolti, nonché l'utilizzo di criteri di lavoro poco ortodossi e lavori non sempre realizzati a regola d'arte. A questo si aggiungono i contenziosi milionari in essere fermi in tribunale, oltre ai pagamenti e lavori bloccati. E tutto questo a margine dell'esplicita richiesta del Governo di procedere con l'opera e portarla a termine il prima possibile. Le lancette dell'orologio continuano a girare e cotinua a perdurare la fase di stallo.

Cantieri fermi, perché?

Ma perché i cantieri del Mose sono fermi? Per i commissari la colpa è del Provveditorato che a settembre ha bloccato i fondi a disposizione. Fondi che sarebbero dovuti servire per pagare lavori già in essere e da portare a termine. Dall'altra parte della bilancia, però, ci sono le parole del provveditore, secondo cui prima di procedere con i pagamenti delle opere "in fieri" era necessario saldare lavori già terminati e in pendenza di pagamento. E il contrasto si estende anche alle imprese consorziate: il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che il 10% dei compensi di ogni lavoro debbano essere messi da parte per far fronte ad eventuali risarcimenti a termine dell'inchiesta. C'è quindi un blocco degli utili indigesto alle imprese maggiori del Consorzio, che potrebbero anche andarsene, perché non interessate a terminare i lavori. L'obiettivo dei commissari è però quello di portare a termine l'opera, esaurendo tutti gli interventi fermi per mancanza di liquidi. Su tutti, gli impianti necessari alle paratoie già installate a Treporti, Malamocco e Chioggia che rischiano di essere danneggiate.

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