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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Rapporto Ecomafie 2012: istituito a Venezia l'osservatorio ambiente e legalità

Presentato durante un convegno al Comune di Venezia lo studio sulle violazioni nel ciclo di rifiuti realizzato da Legambiente. Presenti l'assessore Gianfranco Bettin e il senatore Felice Casson. Bettin: "Dato ambiguo che tiene insieme rifiuti urbani e tossico-nocivi"

 

La Provincia di Venezia è al settimo posto nella classifica delle infrazioni nel ciclo di rifiuti in Italia nel 2011: è quanto emerge dal rapporto ecomafia 2012 di Legambiente, presentato due giorni fa a Roma a livello nazionale e oggi a Venezia, a livello regionale, in un convegno organizzato dall'assessorato comunale all'Ambiente e da Legambiente a Ca' Farsetti. Presenti alla discussione l'assessore all'Ambiente, Gianfranco Bettin, il senatore Felice Casson, oltre ai rappresentanti di Legambiente e delle forze dell'ordine impegnate nel contrasto alla criminalità ambientale.
 
“Non dobbiamo – ha commentato Bettin - far passare l'ambiguità di questo dato: i reati accertati l'anno scorso si riferiscono infatti al ciclo di rifiuti in generale, non distinguendo tra rifiuti urbani e tossico-nocivi, che rappresentano un settore molto più sfuggente”. Quest'ultimo è pari all'80% del ciclo dei rifiuti “e per questo ci preoccupa particolarmente - ha specificato ancora Bettin - ma è importante anche sottolineare l'eccellenza della gestione pubblica del rifiuto urbano nella Provincia di Venezia, ad opera di Veritas”. 
 
“C'è comunque la necessità di rafforzare ulteriormente i controlli – ha concluso Bettin – e proprio per questo il Comune ha istituito, accogliendo una proposta di Legambiente, 'l'osservatorio ecomafie – ambiente e legalità nella Città di Venezia'. Si tratta di una struttura di servizio e di raccordo tra i diversi soggetti che si occupano di difesa dell'ambiente e dei beni comuni, perché è fondamentale attuare strategie di prevenzione dell'illegalità e individuare i settori a maggior rischio, nonché le dinamiche di aggressione del territorio”.
 
Secondo quanto emerge dal rapporto, in Veneto “il rischio è che i capitali mafiosi possano mimetizzarsi nel tessuto economico e imprenditoriale, uno dei più dinamici in Italia” e che tali legami possano arrivare a coinvolgere esponenti della politica. Il ciclo del cemento risulta essere il settore fondamentale della criminalità ambientale in Veneto (regione in cui l'11% del suolo risulta essere urbanizzato, contro una media nazionale del 7,6%). 
 
Alla conclusione dei lavori tutti i relatori si sono trovati concordi nell'affermare che gli strumenti di contrasto alle ecomafie non possono essere solo repressivi, ma occorre sollecitare una nuova sensibilità ambientale che tuteli il territorio.
 
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