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Compare "razza" nel questionario ed è polemica. Ulss3: «Non c'è nei nostri moduli»

L'azienda: «Utilizzato in un questionario internazionale per l'approfondimento clinico del comportamento del minore durante l'iter diagnostico. Non è modificabile»

Compare il termine "razza" in un questionario somministrato al reparto di neuropsichiatria infantile, del distretto socio-sanitario di Favaro Veneto, ed è polemica. A questa ha fatto seguito la presentazione di un'interrogazione in giunta regionale da parte del consigliere Piero Ruzzante e della consigliera Patrizia Bertelle, per chiedere di eliminare la dicitura “razza” da tutti i moduli delle Ulss venete.

Moduli

L’Ulss 3 Serenissima torna sul tema per chiarire che: «in nessuno dei moduli utilizzati dall’Ulss 3 il temine “razza” viene utilizzato, né con finalità cliniche né con finalità statistiche. A queste ultime, si assolve con la registrazione della “nazionalità” dell’utente. L’azienda sanitaria assolve quindi all’indicazione di non utilizzare, nella propria modulistica, un temine considerato ormai comunemente non utile e non necessario, oltre che foriero di reminescenze che possono ingenerare equivoci e far supporre un intento discriminatorio».

Child Behavior Check-List

«Nello stesso reparto - prosegue l’Ulss 3 - viene utilizzato, quando necessario, il test “Child Behavior Check-List” di Thomas Achembach, un questionario internazionale validato nel 2001 da tre istituti universitari, utilizzato a livello mondiale per un approfondimento clinico del comportamento del minore durante l'iter diagnostico, che come tale non è suscettibile di modifiche da parte degli enti che lo somministrano. È all’interno di questo questionario scientifico che, nell’ambito delle indicazioni demografiche preliminari, viene utilizzato il termine “razza” entro una casella in cui si chiede di evidenziare gruppo etnico o razza del bambino»:

Il test

Il test Child Behavior Check-List, strumento importante per la valutazione dei comportamenti del minore tradotto in 90 lingue, è utilizzato nella versione italiana a cura di Alessandra Frigerio. La compilazione del test, che non è modificabile pena l’impossibilità di utilizzarlo per le finalità statistiche e di analisi, è suggerita al genitore – o comunque all’adulto che accompagna il bambino – che vi aderisce in piena libertà e nella misura che ritiene».

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