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"Giovane sale dalla porta sbagliata, scattano gli insulti razzisti all'interno del bus"

Il racconto arriva da una studentessa di rientro dalle lezioni, quello a cui assiste la lascia senza parole: tornata a casa invia subito il modulo di reclamo ad AVM, ad oggi inascoltato

Una brutta esperienza quella raccontata da Giulia, poi riportata dal Gazzettino, su un episodio di razzismo che sarebbe avvenuto lo scorso 21 settembre, all’interno del bus 4L, nel tragitto che riportava la studentessa diciannovenne a casa, dove vive coi genitori, da piazzale Roma.

Il mezzo pubblico era pieno come spesso accade nell’orario di pranzo, quando s’affollano studenti e lavoratori, e ai tanti passeggeri si aggiungono tre controllori Avm. L’autobus procede nel suo itinerario quando, secondo la descrizione dei fatti di Giulia, all’altezza del liceo Franchetti un giovane extracomunitario, non avrebbe avuto più di 25 anni, prova a salire dalla porta centrale, essendo quella anteriore completamente stipata. Diverse persone avrebbero tentato di aggirare l’ingresso regolare per evitare la calca, ma i controllori avrebbero iniziato a rimproverare solo il ragazzo, fino a quando dal rimprovero sarebbero passati alle prese in giro, fino alle offese. Al venticinquenne sarebbe stato intimato di scendere e risalire dalla porta anteriore, ma – pur avendolo visto rientrare dove indicato – i controllori avrebbero continuato con gli insulti e gli sfottò anche per quanto riguarda l’abbonamento. Il ragazzo sarebbe stato in regola e avrebbe consegnato la sua carta Venezia Unica ma, ciononostante, i controllori avrebbero comunque preteso le sue generalità.

Ma la situazione, se possibile, sarebbe precipitata ulteriormente: a quel punto, sotto lo sguardo di Giulia, anche alcuni passeggeri avrebbero dato man forte ai controllori, il ragazzo, circondato da sfottò e urla di supporto ai dipendenti Avm, avrebbe cominciato a piangere per scendere poi di corsa non appena si sono aperte le porte.

Appena rientrata a casa Giulia ha allora deciso di compilare il modulo online dei reclami di Avm, ma al momento non avrebbe ancora ricevuto risposta da qualcuno interno all’azienda di trasporti. Tanta invece la solidarietà sui social, dove la studentessa ha postato una foto del modulo inviato: alcune persone avrebbero confermato al storia come testimoni, dispiacendosi di non essere intervenuti mentre il tutto accadeva.

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