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Il futuro dell'Arsenale "costa" 250 milioni: "Non ci faremo alberghi"

A dichiararlo il subcommissario Michele Scognamiglio, presentando un incontro pubblico per decidere come sviluppare l'area del Comune

Servono almeno 250 milioni di euro per il completo recupero di tutti gli edifici dell'Arsenale. Una somma ingente, che coinvolge tutti gli immobili non dati in concessione che si trovano nell'area nord e sud del complesso. I soldi, secondo il subcommissario Michele Scognamiglio, dovranno essere trovati attraverso disponibilità pubbliche e private, ottenendo quindi finanziamenti europei e ministeriali.

Oltre che cercando di accaparrarsi incentivi che si attivano in progetti di questo tipo. Un recupero che però secondo Scognamiglio non dovrà lasciare spazio a "attività turistiche, per inserire attività che portino lavoro e sviluppo, rispettose della valenza storica del sito dove introdurre nuove funzioni compatibili con il resto del complesso”.

Che attorno all'Arsenale ruoti una grossa fetta di futuro di Venezia (e dei veneziani) lo dimostra l'organizzazione di un incontro pubblico il 2 dicembre prossimo dal titolo "Arsenale di Venezia: una nuova opportunità per produrre città". L'assemblea alla Tesa 105, dalle 14.30 alle 18.30. “L'appuntamento - ha sottolineato Scognamiglio –  procede sulla strada della concertazione, come previsto dalla convenzione comunitaria “Faro”, in cui i portatori di interesse, quali le istituzioni pubbliche, privati e associazioni, intervengono con proprie proposte al percorso di rigenerazione dell’Arsenale. Spero inoltre che in tempi rapidi si arrivi all'adozione di un documento in cui si definiscano anche i sistemi di finanziamento per il completo recupero dei fabbricati assegnati al Comune di Venezia”.

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