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Redentore 2014, Venezia reagisce: in centomila per i "foghi" FT / VD

Centro storico assaltato per ammirare lo show in laguna. Il commissario Zappalorto all'inaugurazione del ponte: "La città deve rialzare la testa"

Una città che ne ha passate tante in queste ultime settimane. Una città che nonostante tutto guarda al passato per ritrovare se stessa. Sempre lì, con il naso all'insù in Bacino pronta ad emozionarsi come fosse la prima volta. Per i "foghi", per la tradizione, per la gioia di condividere radici che si perdono nella notte dei tempi. E' stato questo il significato del Redentore 2014: forse meno calca, meno gente. E per questo forse anche meno episodi di tensione (nonostante sui vaporetti stracolmi nel pomeriggio qualche parola di troppo sia volata).

IL GRAN FINALE DEI FOGHI: APPLAUSI IN BACINO - VIDEO

IL REDENTORE SBAGLIATO: QUATTRO COMA ETILICI

APPLAUSI E URLA PER I FOGHI - VIDEO 2

I FUOCHI D'ARTIFICIO A SAN MARCO - VIDEO 3

i FOGHI VISTI DA PALAZZO DUCALE - VIDEO 4

Fatto sta che alle 23.30 circa centomila persone si sono assiepate sulle rive tra Giudecca e San Marco per assistere allo spettacolo pirotecnico "approvato" in extremis dall'ultima Giunta Orsoni, dopo che gli assessori erano già stati azzerati dall'ex primo cittadino. Il padrone di casa, dunque, oltre al patriarca Francesco Moraglia è stato il successore: il commissario prefettizio Vittorio Zappalorto. Che a Palazzo Ducale si è accompagnato al suo staff, al direttore generale del Comune Marco Agostini e al presidente di Vela Piero Rosa Salva.

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"E’ una bella cosa rinnovare le antiche tradizioni - ha esordito il commissario Zappalorto, all'inaugurazione del ponte votivo - è una bella festa quella del Redentore, una festa sentita, voluta e amata dai veneziani. Quest'anno la ricorrenza cade in un momento particolare per la nostra città - ha proseguito -  la comunità veneziana è colpita, scossa, non soltanto da quello che è accaduto qui, ma più in generale per lo stato del Paese. Dobbiamo reagire allo sconforto e alla rassegnazione".

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Lo spettacolo è stato sempre emozionante, ricordando anche i 25 anni dal concerto dei Pink Floyd più di una volta da alcune imbarcazioni è arrivato all'orecchio qualche canzone della storica band. In precedenza la "solita" calca al ponte votivo del Redentore. In tanti hanno voluto rendere omaggio alla basilica, gioiello palladiano. Tra loro turisti, certo, ma soprattutto veneziani che qualche preoccupazione per il futuro della città per forza di cose ce l'hanno. Qualche aiutino dall'alto per loro è sempre ben accetto.

Il patriarca Moraglia ha poi benedetto le fasce dei regatanti che domenica saranno impegnati nella tradizionale regata. A seguire, la Messa. Oltre 1.700, alle 20.30, le imbarcazioni che nel frattempo avevano raggiunto il bacino di San Marco. "E’ una bella cosa rinnovare le antiche tradizioni - ha dichiarato il commissario Zappalorto, all'inaugurazione del ponte votivo - è una bella festa quella del Redentore, una festa sentita, voluta e amata dai veneziani. Quest'anno la ricorrenza cade in un momento particolare per la nostra città - ha proseguito - la comunità veneziana è colpita, scossa, non soltanto da quello che è accaduto qui, ma più in generale per lo stato del Paese. Dobbiamo reagire allo sconforto e alla rassegnazione".

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