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Referendum sulla separazione, arriva l'ok in commissione regionale sulla "meritevolezza"

Il voto favorevole di tutti i partiti martedì (il Pd si è astenuto). Ora il voto in Consiglio. Il sindaco Brugnaro ha già annunciato ricorso al Tar: "Questo è un atto illegittimo"

Continua l'iter del progetto di legge regionale di iniziativa popolare sulla suddivisione del Comune di Venezia in due parti: quella insulare e la terraferma. Martedì, infatti, l'istruttoria è stata licenziata dalla prima commissione consiliare. Si tratta in soldoni di un giudizio preventivo di "meritevolezza", come spiegato anche dal primo firmatario tra i referendari, Marco Sitran. A questo punto il referendum di separazione si avvicina, anche se il percorso si prospetta ancora lungo. 

In primis ora dovrà esprimersi il Consiglio regionale, con un voto finale sulla meritevolezza dell'atto, in secondo luogo il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha già annunciato che Ca' Farsetti, nel caso di giudizio positivo di palazzo Ferro-Fini, ricorrerà al Tar perché l'atto sarebbe illegittimo. "Sul tema - ha osservato Marino Finozzi (Lega), presidente della commissione -, abbiamo contro l'amministrazione comunale e il sindaco Brugnaro perché andiamo a dividere un Comune che complessivamente rende Venezia una città metropolitana". Se si arriverà all'indizione della consultazione popolare sarà il quinto referendum per la separazione di Venezia dalla terraferma, finora sempre con esito negativo per i separatisti."Io, che sono rappresentante dei cittadini, non posso certo schierarmi contro la legge", ha spiegato Brugnaro di recente. La battaglia dunque con ogni probabilità si sposterà in Tribunale, con il primo cittadino lagunare che in quella sede farà pesare anche il parere legale dell'avvocatura dello Stato, secondo cui il referendum sarebbe illegittimo. O perlomeno l'iter seguito per arrivare alla votazione, secondo la legge Delrio sugli enti locali, non sarebbe corretto: "Nello statuto della città metropolitana c'è scritto che non esiste la separazione del comune di Venezia - aveva sottolineato il primo cittadino - E le leggi regionali non possono portare a cambiamenti del territorio, sono illegittime. Secondo la legge Delrio il referendum lo deve indire il Comune, poi deve chiedere alla Regione; infine dovrebbero votare tutti i cittadini della città metropolitana. Questo iter non è stato seguito". 

Non la pensano così i referendari, che a suo tempo hanno consegnato 9mila firme per la legge di iniziativa popolare. Sulla "meritevolezza" hanno votato a favore tutti i partiti. Astenuti i rappresentanti del Pd: "Fino all'ultimo i consiglieri del Partito Democratico hanno tentato il rinvio chiedendo l'audizione del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che aveva già ampiamente espresso, in tutte le sedi, parere contrario. A breve il voto finale sulla meritevolezza, in sede plenaria. Poi la parola ai cittadini", commenta l'avvocato Marco Sitran.

"I cittadini veneziani hanno il sacrosanto diritto di esprimersi, nei tempi e nei modi previsti dalla normativa vigente. Ma con la legge Delrio il quadro è mutato: per questo abbiamo chiesto un approfondimento giuridico sulla competenza della Regione a legiferare”. È questa la posizione espressa dai Consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Francesca Zottis del gruppo del Partito Democratico, che non ha partecipato al voto in Prima commissione sul progetto di legge di iniziativa popolare per la separazione tra Venezia e Mestre. “Il primo nodo da sciogliere è: chi può votare? Soltanto i residenti nel Comune di Venezia o tutti quelli della città metropolitana? Seconda questione: chi può indire il referendum? Il Comune di Venezia o la Regione? Bisogna prima di tutto rispondere in maniera chiara a queste domande - affermano gli esponenti democratici - altrimenti si prendono in giro i cittadini mettendoli su una strada sbagliata”. “Anche il servizio legislativo del Consiglio regionale ha espresso forti perplessità su una prosecuzione dell’iter che ignori le questioni poste dalla legge Del Rio. Perciò abbiamo chiesto di riflettere - concludono Zottis e Pigozzo - invitando in audizione i rappresentanti del Comune e della Città metropolitana, ma la maggioranza ha preferito forzare andando al voto. Il PD non ha partecipato, per non essere corresponsabile di un atto illegittimo che potrebbe essere impugnato e perfino configurare l’eventualità di un danno erariale”.


La vicecapogruppo del Movimento Cinque Stelle, Erika Baldin, sul tema ha dichiarato: “Il Movimento Cinque Stelle ha votato a favore di questa proposta proprio perché noi abbiamo sempre sostenuto la possibilità del referendum e quindi di dare la parola ai cittadini. Noi non vogliamo entrare nel merito della questione, saranno i cittadini ad esprimersi sul sì o sul no. Come attivisti e portavoce del Movimento Cinque Stelle, insieme ai nostri consiglieri comunali a Venezia, faremo la dovuta informazione per spiegare ai cittadini ciò che comporta una decisione a favore e ciò che comporta, viceversa, una decisione contraria alla suddivisione”.

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