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Referendum sulle trivelle, Zoggia accoglie il governatore della Puglia a Venezia

Emiliano torna in laguna, dove si svolse la conferenza delle regioni con cui si chiese di fermare le estrazioni. "Il 17 aprile non è un voto contro il governo, ma di coerenza"

Una battaglia che parte da lontano e che martedì è approdata in laguna con la visita di uno dei promotori del referendum del 17 aprile, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia. A Venezia ha incontrato l’onorevole Davide Zoggia (Pd) e i consiglieri regionali Antonio Guadagnini (Siamo Veneto) e Graziano Azzalin (Pd) per ricordare che la questione delle trivellazioni nell'Adriatico è nata nel 2012, quando il governo dell’epoca dichiarò che non si sarebbe più trivellato nelle 12 miglia. "Però con una clausola - specifica Emiliano - il divieto non valeva per le procedure in corso".

"Succede poi che qualche anno dopo - continua il governatore della Puglia - il Governo Renzi approva lo Sblocca Italia e viene dato nuovo impulso a quelle ricerche di petrolio". Da qui l'idea della consultazione popolare, ipotizzata la scorsa estate. Emiliano ha spiegato che la proposta ha già prodotto il risultato di una retromarcia del governo su cinque quesiti su sei, in particolare il divieto di concedere nuove trivellazioni nelle 12 miglia. “Rimane solo un punto, quesito che è oggetto del referendum - spiega Emiliano - il Governo ha inserito una norma giuridicamente senza precedenti: le concessioni senza termine".

"Oggi lanciamo un appello a portare la maggior parte di persone a votare, per raggiungere il primo obiettivo, il quorum - ha detto Zoggia - Il secondo passo è spiegare l’importanza di votare SI. Questa consultazione non è nata contro qualcuno o contro il governo, ma è legata al merito della questione in oggetto". "Proprio qui a Venezia - ricorda Azzalin - si è svolta la conferenza delle regioni adriatiche e ioniche promossa da Puglia e Veneto nella quale chiedemmo di interrompere le attività estrattive nel mare Adriatico, giacché le estrazioni provocano quel fenomeno di abbassamento del suolo su terraferma e di erosione delle coste, rispetto al quale spendiamo come regione Veneto milioni e milioni per la tutela dei litorali. Quello del 17 aprile dunque non è un voto contro un governo, è una posizione consolidata nel tempo, un voto di coerenza"

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