Regione e Comune si schierano con i lavoratori: "Eni ci risponda"

Faccia a faccia a palazzo Ferro-Fini venerdì tra sindacati, assessori e consiglieri. Documento di Zaia e Brugnaro: "Subito un tavolo a Roma"

Faccia a faccia tra enti locali e rappresentanti sindacali sulla vertenza Eni-Versalis (e Saipem). La partita sul futuro del Petrolchimico, e dunque sulla sua riconversione "green", è chiaro che si giocherà a Roma, in sede ministeriale. Tutti guardano alla Capitale, ma per ora le novità latitano. Per questo motivo venerdì pomeriggio le rappresentanze venete dalla laguna hanno levato un coro all'unisono. Assessori, maggioranza, minoranza e sindacati. La richiesta urgente è di un tavolo ministeriale che possa finalmente affrontare i nodi che comunque sono venuti al pettine: la paventata cessione del 70% delle quote di Versalis a un fondo americano e la riconversione della Raffineria di Porto Marghera. Un progetto presentato in pompa magna e che ora rischia invece di rimanere al palo. Al termine dell'incontro le parti hanno firmato un documento condiviso, in attesa che il presidente della Regione, Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, firmino una richiesta congiunta (e ufficiale) che porti a un faccia a faccia nell'immediato futuro con la dirigenza Eni e con il Governo. E' all'Esecutivo, infatti, che si guarda per trovare un alleato nel tentativo di mantenere "italiane" le quote Versalis. 

MASSIMO MENEGHETTI, CISL - "Gli accordi vanno rispettati - dichiara Massimo Meneghetti della Femca Cisl - i lavoratori oltre che a rischiare di perdere la fiducia nei confronti di politica, istituzioni e sindacato, rischiano soprattutto di perdere anche il posto di lavoro". Una preoccupazione condivisa anche dall'assessore comunale Simone Venturini, che ha sottolineato la necessità di azioni condivise e "concrete": "Se serve anche presenza ai picchetti ditelo che veniamo", ha spiegato. La volontà è di muovere le acque in fretta. L'incontro nel primo pomeriggio di venerdì a Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale. “Chiedo a Eni e al governo il rispetto degli impegni presi per Porto Marghera - ha dichiarato l'assessore regionale alle Attività produttive, Elena Donazzan - In gioco non c’è solo la difesa dei posti di lavoro, che è pur sempre una questione essenziale per tutti noi e per il Veneto, ma il futuro strategico della chimica e il disegno di sviluppo del nostro Paese che nel settore chimico ha maturato un ruolo di leadership”.

ASSESSORE DONAZZAN - “La Regione Veneto è sempre stata in prima fila nella difesa e nella riqualificazione del sito produttivo di Porto Marghera – ha ricordato l’assessore Donazzan – e ora intende richiamare tutti i soggetti coinvolti, in primis il governo e l’Ente nazionale idrocarburi, al rispetto degli impegni presi, nel 2010, quando il polo industriale veneziano è stato riconosciuto “area di crisi complessa”, poi con l’Accordo di programma del 2012 che ha favorito investimenti nella chimica sostenibile, con il successivo Protocollo d’intesa del 14 novembre 2014 e, da ultimo, con l’accordo di gennaio 2015 per la riconversione e la riqualificazione ambientale di Porto Marghera. Tutti passaggi istituzionali condotti ai massimi livelli, sotto l’egida del ministero per lo Sviluppo economico e quello dell’Ambiente, che hanno confermato e rilanciato la vocazione produttiva di Porto Marghera, la sua valenza infrastrutturale e il suo profilo di ‘cluster tecnologico nazionale’ per la ‘chimica verde’. La Regione - ha concluso - chiederà al Governo di convocare urgentemente i vertici di Eni per ribadire il rispetto degli accordi sottoscritti e del relativo piano di investimenti".
 
PD IN REGIONE - La stessa linea viene tenuta anche dalla minoranza in Regione (che è invece maggioranza a Roma): "La mobilitazione a difesa dei livelli produttivi e occupazionali e per l'innovazione del settore della chimica sta coinvolgendo tutti i livelli istituzionali: dal parlamento fino alle Regioni e agli enti locali. Si tratta di un'azione coordinata che deve vedere in prima fila anche la Regione Veneto - dicchiarato i capigruppo Pd in Regione, Alessandra  Moretti e Franco Ferrari - In linea con l'appello che nei giorni scorsi avevamo rivolto al Governo - rilevano -, gli stessi Consiglio e Giunta regionale dell'Emilia-Romagna si sono pronunciati per un pressing che conduca al chiarimento definitivo sull'operazione di vendita di Versalis da parte di Eni. Un chiarimento che rappresenta il nodo centrale di una situazione che tiene nella massima incertezza i lavoratori del sito di Porto Marghera come dei siti di Ferrara, Ravenna e Mantova". 

SFORZO CONDIVISO - Secondo i due esponenti "è indispensabile che la Giunta regionale del Veneto lavori assiduamente per garantire l'attuazione degli accordi già in atto, traducendoli in investimenti reali per il rilancio della competitività delle produzioni. Porto Marghera rappresenta un polo strategico senza il quale tutto l'asset nazionale della Chimica verrebbe a perdere una forza fondamentale. E di conseguenza, a subire danno, sarebbe tutto il sistema economico nazionale. Ascoltare dunque i richiami che oggi 11 dicembre i lavoratori hanno lanciato nell'incontro in Consiglio regionale, è doveroso da parte della nostra Regione. Siamo vicini ai lavoratori e ci stiamo impegnando affinché venga aperto, prima del 17 dicembre data che pare sia destinata a coincidere con il passaggio delle quote Versalis, un tavolo negoziale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri".
 

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