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Diritto allo studio: dal Veneto un milione per la formazione dei minori rimasti orfani

Regione: "Nelle famiglie in situazione di difficoltà economica può aumentare il rischio di povertà e di marginalità sociale, in particolare per i figli minorenni"

La Regione Veneto ha approvato lo stanziamento di un milione di euro per aiutare i figli rimasti orfani di un genitore a completare il percorso scolastico e raggiungere così il titolo di studio di scuola superiore o la qualifica professionale. La giunta regionale ha stabilito la ripartizione dei contributi in favore delle famiglie in situazione di difficoltà economica, nelle quali aumenta il rischio di povertà e di marginalità sociale, in particolare per i figli minorenni. Potranno presentare domanda le famiglie con reddito Isee sino a 20 mila euro (quantificato in seguito al decesso del genitore). Saranno i Comuni ad inoltrare le domande alla Regione e ad erogare i contributi alle famiglie risultate assegnatarie. 

“Il fondo, istituito con legge regionale a fine 2016 – specifica l’assessore alle Politiche Sociali, Manuela Lanzarin – privilegia i nuclei con orfani a basso reddito e con più figli. In particolare, nel definire i criteri di accesso, abbiamo scelto di privilegiare nelle graduatorie i nuclei con più figli che non abbiano ancora conseguito l’obbligo scolastico, quelli con un figlio disabile, e i residenti in Veneto da più anni”. Il contributo, che potrà variare da un minimo di 4 mila euro per i nuclei con un solo figlio ad un massimo di 12 mila euro per le famiglie con 3 o più orfani minorenni, sarà riconosciuto anche retroattivamente, a far data dal decesso del genitore, e verrà erogato entro il 31 dicembre 2017. Potrà assommarsi ad altre tipologie di contributo o aiuto sociale.

“Si tratta di un aiuto concreto alle famiglie, a quelle più fragili e in difficoltà, nonché di una misura di prevenzione sociale, adottata quest’anno per la prima volta in Veneto – sottolinea l’assessore -  Le famiglie che subiscono la perdita precoce di un genitore, magari a causa della crisi economica o di incidenti sul lavoro o di una grave malattia, sono le più esposte al rischio di povertà. E’ una scelta di civiltà e di dignità sostenerle e aiutarle a non privare i figli del diritto a completare il proprio percorso formativo e a costruirsi un futuro”.

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