Cronaca

"Patto di collaborazione cittadini - istituzioni", ecco il Regolamento dei beni comuni

La delibera è stata presentata dal consigliere del Pd, Nicola Pellicani. Anche di recente sono diversi i dibattiti innescati dal possibile riutilizzo di ambienti e strutture in abbandono

Il flash mob per il distretto sanitario alla ex Monteverdi di Marghera

Spazi oggi in disuso che potrebbero godere di nuova vita. Tanti ambienti che potrebbero riempirsi di energie e capacità di associazioni di cittadini desiderosi di darsi da fare per la collettività. Il tema dei "beni comuni" nelle ultime settimane è finito più volte al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica. Per questo motivo il consigliere del Partito Democratico, Nicola Pellicani, ha presentato giovedì mattina una proposta di delibera che tenta di mettere ordine in un tema ancora da disciplinare fino in fondo. 

Luoghi abbandonati da recuperare

"Quando si parla di Beni Comuni ci si riferisce anzitutto a quei luoghi di socialità rappresentati dalle piazze, dalle strade, dalle aree verdi, di edifici e più in generale da tutto il patrimonio di interesse pubblico - spiega Pellicani - Sono centinaia gli spazi pubblici oggi in stato di degrado e di abbandono nella nostra città che potrebbero tornare a vivere e soprattutto a diventare più sicuri: si va dall’aiuola sotto casa, alle aree verdi da trasformare in orti o in piccoli parchi, fino al riutilizzo dei forti del campo trincerato. Oppure basta pensare ad alcuni edifici simbolo in terraferma come l’ex De Amicis, l'ex Monteverdi o l’ex Edison che è stata al centro del progetto di “rammendo” delle periferie del Gruppo G124 di Renzo Piano".

Occhio sulle periferie

Si punta al riuso dei beni comuni puntando anche alla riqualificazione delle periferie: "Due concetti inscindibili - dichiara Pellicani - Sono in continua crescita le esperienze attraverso le quali i cittadini attivano progetti per prendersi cura delle città in cui vivono. Proliferano associazioni, comitati, gruppi di persone che si riuniscono con l’obiettivo di gestire uno spazio pubblico, sia esso un immobile in abbandono, un’area verde trascurata o una strada cittadina in degrado, oppure altro ancora. In molti casi sono le stesse amministrazioni locali a promuovere attività nel segno della tutela del rispetto e del decoro della cosa pubblica".

Patti di collaborazione

Lo spunto è stato fornito anche dal progetto elaborato dal Gruppo G124 di Renzo Piano per il recupero di alzune zone di Marghera: "Il progetto è stata l'occasione per promuovere percorsi partecipati con associazioni e gruppi di cittadini, con l'obiettivo di rendere utili i “vuoti urbani” della città assegnando loro un ruolo sociale attivo - conclude Pellicani - Il Regolamento è stato costruito con la collaborazione di Labsus, Laboratorio per la sussidiarietà, e ha come clou i Patti di Collaborazione, che sono lo strumento con cui il Comune e i cittadini attivi concordano tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa".

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