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Renato Chisso rimane agli arresti domiciliari

Così è stato decretato dal tribunale di Venezia: determinanti i problemi di salute dell'ex assessore regionale, che nelle scorse settimane era stato ricoverato in ospedale

Renato Chisso resta a casa. È quanto stabilito dal tribunale di sorveglianza di Venezia, che all'ex assessore regionale coinvolto nel caso Mose ha concesso gli arresti domiciliari per motivi di salute. Chisso era uscito dal carcere a inizio febbraio per un ricovero seguito ad un intervento al cuore, dopodiché il 9 del mese era tornato a casa per un periodo di convalescenza. Ora il giudice, chiamato a decidere sulla possibilità di un suo rientro in carcere, ha deciso di accogliere la richiesta dell'avvocato dell'ex assessore e concedere la misura alternativa.

Chisso era stato trasferito in carcere il 17 dicembre scorso, dove avrebbe dovuto scontare la pena definitiva di due anni e mezzo inflittagli per il reato di corruzione. In quell'occasione il tribunale di sorveglianza aveva decretato che l'ex Forza Italia con il suo comportamento si stesse dimostrando ancora "socialmente pericoloso": non avrebbe mai ammesso ai giudici di aver ricevuto mazzette dall'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, e soprattutto non avrebbe mai spiegato dove sono finiti quei soldi. Il legale Antonio Forza, commentando la decisione di far tornare in cella il suo assistito, aveva attaccato: "Ha appena subito un intervento per impiantare un holter e ora si ritrova in carcere. Non si è mai visto che una persona cui mancano solo nove mesi per scontare una pena abbia un trattamento del genere".

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