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Chirurgia e cardiologia a Portogruaro da chiudere? "Chi lo dice si sbaglia"

Non si è fatta attendere la risposta dell'Ulss 10 allo studio della rivista Focus, secondo cui i due reparti sarebbero "poco sicuri" e graverebbero sul sistema sanitario: "La verità è proprio l'opposto"

“Si è parlato di criticità e di reparti da chiudere, invece la realtà è esattamente opposta”. Lo dice il direttore del dipartimento chirurgico dell’Ulss 10, dottor Francesco Fidanza, dopo aver letto lo speciale sul settimanale Focus ripreso anche da alcuni quotidiani locali, e dopo aver acquisito precise informazioni dall’Agenzia italiana per la salute (Agenas).

Il servizio del periodo aveva infatti messo sotto la lente d'ingrandimento il numero di ricoveri in 1475 strutture sanitarie italiane: compito che il ministero della Salute ha affidato, appunto, all’Agenas. Dall’analisi risulterebbe che una lista di reparti ospedalieri a basso numero di ricoveri andrebbero chiusi, in quanto ritenuti “poco sicuri” oltre che economicamente gravosi per il sistema sanitario nazionale.

Nella lista "nera" anche il reparto di chirurgia di Portogruaro per la Colecistectomia laparoscopia e il reparto di cardiologia dello stesso istituto sanitario per l’infarto miocardico acuto.

Le reazioni alle affermazioni dello studio non si sono fatte mancare. "Relativamente alla Chirurgia - afferma in una nota l'Ulss 10 - i dati relativi ai 38 interventi di Colecistectomia laparoscopica riportati nel periodico sono riferiti ai ricoveri ordinari. Invece dal 2007 questo tipo di interventi, circa 150 l’anno a Portogruaro, vengono eseguiti nel 70% dei casi in regime di Day Surgery". A entrare nel dettaglio è il dottor Francesco Fidanza: “Ciò significa che questa tipologia d’intervento ha tutt’altro che criticità da 5 anni, in piena linea con le indicazioni regionali, eseguiamo tutto in un giorno solo con indubbi benefici per il paziente. Più che parlare di criticità qui siamo quasi all’eccellenza”.

Riguardo invece al reparto di Cardiologia, l'Ulss 10 spiega che l'inghippo sta nella sinergia con l'istituto sanitario di San Donà di Piave: "All’unità di Portogruaro è stata assegnata la gestione dei pazienti affetti da patologie che richiedono un intervento di emodinamica, di impianto di pacemaker o defibrillatore - dichiara l'azienda sanitaria del Veneto orientale - L’attività di emodinamica viene espletata in particolare a San Donà dall’equipe di Portogruaro; è qui che vengono fatti confluire i casi acuti, affetti da infarto: ecco spiegato il ridotto numero di ricoveri annuali (53)".
 

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