L'analisi di Cgil sul mondo del lavoro: «In Veneto calo demografico, precarietà e gender gap» | VIDEO

Il rapporto Zoom sul mercato del lavoro a cura di Ires Veneto presenta un’analisi del contesto demografico ed economico a livello regionale

Nella mattinata di mercoledì 19 giugno è stato presentato, presso la sede mestrina di Cgil Veneto, il rapporto Zoom sul mercato del lavoro a cura di Ires Veneto, nonché il confronto tra le retribuzioni nazionali e quelle venete a cura dell’Ufficio economia della Cgil nazionale.

Oltre alla descrizione del mercato del lavoro in Veneto, il report fornisce un’analisi del contesto demografico ed economico a livello regionale. Nella prima sezione viene offerta una panoramica del cambiamento della popolazione nel tempo, con particolare attenzione al progressivo invecchiamento della popolazione e alle coorti in età lavorativa (15-64 anni). La seconda sezione tratteggia l’andamento economico regionale – a partire da PIL, valore aggiunto e dinamica occupazionale – e lo stato del tessuto produttivo veneto, attraverso i dati su ordini, fatturato, produzione e demografia di impresa. Nella terza sezione si entra nel vivo del mercato del lavoro, con riferimento ai assi di occupazione e disoccupazione, assunzioni per genere e retribuzioni.

I dati

I dati riportati permettono, da un lato, di catturare la dinamicità del mercato del lavoro a livello provinciale e, dall’altro, consentono di mettere in luce le differenze di genere nelle assunzioni a tempo pieno e tempo parziale, la partecipazione dei cittadini stranieri all’economia locale e le assunzioni in base al titolo di studio. Infine, i dati INPS sono utilizzati per valutare le disuguaglianze, a livello retributivo, in base a genere e settore economico.

«I dati che emergono descrivono un Veneto che invecchia velocemente, una regione dove il lavoro c’è ma le assunzioni sono perlopiù precarie. I dati sulle retribuzioni evidenziano la presenza di migliaia di lavoratori che percepiscono meno di 10mille euro lordi l’anno, quindi registrandoli sotto la soglia di povertà, e che c’è un’importante differenza rispetto al genere, con gli uomini che percepiscono un salario maggiore delle donne in tutti i settori e per tutte le tipologie di contratto» ha spiegato Tiziana Basso, segretaria generale di Cgil Veneto.

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