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Respinto ricorso contro il futuro del Marco Polo, Save attacca Comune

La società di gestione dell'aeroporto: "Unico caso in Italia in cui un Comune impugna l'accordo di programma, ora via agli investimenti"

Continua la battaglia a distanza tra Save, la società di gestione dell'aeroporto Marco Polo, e il Comune. Che non corra buon sangue tra il presidente della società Enrico Marchi e il titolare di Ca' Farsetti Giorgio Orsoni è risaputo. A costituire l'ennesima opportunità per lanciare uno strale contro il Comune la decisione del Tar del Veneto di respingere il ricorso presentato dal Fallimento della società "Aeroterminal Venezia" nei confronti dell'Accordo di Programma sottoscritto tra Save, Enac, presidente della Consiglio dei ministri, ministero delle Infrastrutture e ministero dell'Economia. Identica mossa giudiziaria che in precedenza aveva intrapreso anche Ca' Farsetti. Con medesimo esito. In definitiva la giunta Orsoni aveva chiesto l'annullamento del contratto di programma, schierandosi contro il piano di sviluppo dell'aeroporto.

"Le sentenze, discusse in un’unica udienza, emesse per il Comune lo scorso 30 gennaio e per Fallimento Aeroterminal Venezia il 17 febbraio, hanno respinto i ricorsi - dichiara in una nota Save - perché i ricorrenti non risultano essere portatori di alcuno specifico interesse sulle tariffe aeroportuali e sulle valutazioni ambientali che il Comune riteneva di poter effettuare. In più gli interventi previsti nell’accordo di programma - continua la nota - non contrastano, come invece hanno tentato di sostenere i ricorrenti, con le disposizioni urbanistiche comunali. Ci saranno gli strumenti concertativi, previsti dalla normativa, nel momento in cui verrà decisa l’effettiva realizzazione delle opere".

Insomma, aeroporto "sovrano" nei terreni in cui sorge (o sorgerà) lo scalo lagunare: "Rimane comunque per Save la forte sorpresa nel vedere il Comune impugnare, unico caso in Italia, il contratto di programma, universalmente riconosciuto come uno strumento fondamentale per lo sviluppo dello scalo e quindi del territorio di riferimento - attacca la società di gestione - Ancora una volta stupisce constatare l’atteggiamento pregiudizialmente avverso del Comune nei confronti di una risorsa e una infrastruttura importante come l’aeroporto. La vittoria di Save e la sconfitta del Comune consentono di riprendere il circolo virtuoso degli investimenti di circa 600 milioni di euro previsti entro il 2021, che sarebbe stato messo in pericolo qualora il contratto di programma fosse stato annullato".

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