Alloggi per turisti "irregolari" a Venezia, amministratore nei guai

Stangata in arrivo per il responsabile di una serie di agenzie che pubblicizzava sul web appartamenti che non avevano autorizzazioni

Dietro a una serie di offerte via web c'era solo una persona, che attraverso varie agenzie prometteva alloggi in centro storico in grado di regalare un soggiorno da sogno in laguna. Nei suoi confronti potrebbe arrivare una stangata molto pesante, al momento della conclusione degli accertamenti. Fino a questo momento infatti la polizia municipale si è imbattuta in una rete di dodici alloggi pubblicizzati su Internet che facevano capo a diverse agenzie. L'amministrazione di questo "reticolo" era un'unica persona, ora nel mirino degli investigatori. Gli accertamenti sono iniziati a fine settembre, quando vicino a piazza San Marco, alcune turiste spagnole avevano chiesto aiuto ai vigili perché all'indirizzo indicato nella loro prenotazione alberghiera non risultava alcun appartamento. L'ordine era stato inviato a da una società di intemediazione turistica. Le sventurate, costrette a trovare un alloggio sostitutivo, impresa resa particolarmente difficoltosa visto che in quei giorni si stava sposando George Clooney, avevano presentato querela contro ignoti per il reato di truffa.

Nel periodo successivo alla querela, grazie alle conoscenze linguistiche di una ispettrice della polizia municipale in grado di colloquiare con turisti di varie nazionalità, e all'intervento del nucleo di polizia tributaria, e del personale della Sezione di San Marco, sono stati acquisiti elementi utili per lo sviluppo delle indagini. In particolare, si sono cercate in Rete le offerte commerciali della società, trovando proposte di alloggio per 12 appartamenti dislocati in tutto il centro storico. Acquisiti tutti i documenti sugli immobili disponibili presso la Camera di Commercio e i vari uffici del Comune e del Catasto, con l’aiuto della polizia postale sono stati rintracciati i pagamenti espletati dai clienti con le carte di credito riuscendo a risalire a chi ha incassato il denaro. La polizia municipale ha quindi effettuato sopralluoghi negli alloggi pubblicizzati individuando i titolari, scoprendo che le varie agenzie coinvolte erano legate tra di loro dal medesimo amministratore. I titolari e gli operatori economici sono tutti di nazionalità italiana.

Al responsabile della società sono stati contestati, oltre al reato di truffa, l’evasione dei tributi dovuti, sia per quanto riguarda la tassa di soggiorno che per quella fiscale, che verrà calcolata dall’Agenzia delle Entrate sulla base della segnalazione qualificata della polizia municipale, oltre a varie violazioni di carattere amministrativo in materia di attività ricettive. Le violazioni accertate comportano sanzioni pecuniarie per circa 50mila euro. Le indagini continueranno per verificare la posizione di altri tre appartamenti apparentemente nella stessa situazione di irregolarità autorizzativa.

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