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Cgil, nuovo attacco sui nidi comunali: "Chiesta la retta anche a madri senza reddito"

Episodi riportati della consigliera Monica Sambo. Per il sindacato l'amministrazione Brugnaro "si accanisce contro i bambini. Mamme in difficoltà dovranno pagare il contributo massimo"

Un nuovo caso di quella che, secondo Fp Cgil, è una "pessima gestione dei servizi educativi veneziani". Alcune denunce provenienti dagli operatori sono state raccolte in un 'interrogazione presentata dalla consigliera comunale Monica Sambo, che fa notare come "il Comune abbia richiesto la contribuzione nella fascia massima della retta a prescindere dalla condizione di reddito". Andando a colpire quindi "anche madri in difficoltà che sono all'interno di strutture protette previste nel piano di zona, con bimbi inseriti nei nidi comunali".

"Si utilizza l'articolo 24 del regolamento - spiega il sindacato - sino ad oggi non applicato, per chiedere a persone, spesso senza reddito, di pagare la retta dei servizi educativi come non residente e costringendole di fatto a ritirare i bambini dalle scuole". "Scelte come queste – attacca Daniele Giordano, segretario Fp Cgil Venezia - sono l'ennesima prova dell'inciviltà di questa amministrazione che per poche centinaia di euro si accanisce sui bambini".

"Chiediamo al sindaco di sospendere tale decisione - conclude - e aprire un confronto con gli enti locali interessati per trovare una soluzione che non penalizzi i bambini e le loro madri che sono già state vittime di grandi difficoltà e che non meritano di subire questa umiliazione. Se non ci saranno risposte siamo pronti a mobilitarci".

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