Cronaca San Marco

Musei civici fanalino di coda: Sambo e Zane contro le «aperture a singhiozzo»

«Riaprono, ma sempre parzialmente. Questo potrebbe danneggiare l’immagine della città e dilatare i tempi della ripresa»

Musei civici

I musei civici veneziani fanalino di coda di una città che cerca di rialzare la testa, anche simbolicamente. Ad esempio, sempre in ambito culturale, con l'evento del cinema all'aperto in barca appena lanciato, per le giornate dal 28 luglio al primo agosto, promosso all'Arsenale. Tornano sull'argomento musei Monica Sambo capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale e Massimiliano Zane di Svolta in Comune. 

«Dopo due mesi rispetto a molte altre realtà sia locali che nazionali, dopo le richieste da parte della città e dei lavoratori, i nostri gioielli d'arte e cultura riaprono, ma sempre parzialmente», commentano. Per Sambo e Zane la riapertura prevista dal 31 luglio, «risulta “complicata” da interpretare, si parla di orari diversi per ogni sede: alcuni musei saranno aperti tutto il giorno (Ducale) altri mezza giornata, altri a cavallo dell'ora di pranzo. Alcuni musei saranno aperti solo nei week end, altri secondo un weekend “lungo” e altri ancora apriranno tutti i giorni tranne il weekend, quindi solo durante la settimana. Casa Goldoni non riaprirà prima di settembre e Ca’ Pesaro non prima di novembre».

Questa incertezza, per gli esponenti politici, potrebbe «danneggiare ulteriormente l’immagine della città e dilatare i tempi della ripresa. «Viene detto che non essendoci turisti non ci sono soldi. Quindi si continua a considerare i Musei a uso esclusivo del visitatore, mentre sono servizi pubblici essenziali. Questo amplia non solo le opportunità d'intervento per creare nuova offerta (che si riflette anche sul turismo) ma anche le opportunità di intercettare nuove risorse tanto economiche (e sociali)». La situazione delle riaperture dei Musei Civici per Sambo e Zane dimostra «come riformare la governance culturale della città di Venezia non è più solo una opportunità ma è una necessità», comprendendo come intercettare nuovi visitatori, affermano. «Serve tornare a fare dei nostri musei dei presidi di comunità, e poi degli hub per la cittadinanza temporanea, con servizi differenti ed integranti quelli di visita, anche turistica.

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