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Processo Mose: chiesti 2 anni e 3 mesi per Orsoni. Mano pesante per Matteoli: "6 anni"

Sono le richieste della procura al termine dell'udienza di giovedì. Per i pm Mazzacurati è da ritenere attendibile. Richiesta una multa da 1 milione di euro all'ex sindaco di Venezia

"Nel calcolare le richieste di pene abbiamo tenuto conto anche dei patteggiamenti precedenti", ha spiegato il pubblico ministero Stefano Ancilotto giovedì pomeriggio. E' il giorno delle richieste di condanna nell'ambito del processo Mose, quest'ultime si rivelano piuttosto elevate: per l'ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, sono stati chiesti per finanziamento illecito ai partiti 2 anni e 3 mesi di reclusione con in più il pagamento di una multa da 1 milione di euro. Mano pesante sull'ex ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli, per cui sono stati chiesti 6 anni di reclusione. L'onorevole, presente in Aula, si è rifiutato di commentare, allontanandosi visibilmente contrariato.

LE ALTRE RICHIESTE - Ma non ci sono solo l'ex titolare di Ca' Farsetti, che deve rispondere della presunta ricezione di finanziamenti in nero da 250mila euro per la campagna elettorale 2010) e l'ex membro del governo Berlusconi, accusato di aver ricevuto mazzette in più occasioni nell'ambito dei lavori di bonifica a Porto Marghera. Il processo, infatti, vede 8 imputati in tutto: ci sono Maria Giovanna Piva, ex presidente del Magistrato alle Acque, (deve rispondere di corruzione): per lei sono stati chiesti 4 anni di reclusione, con la confisca dei soldi illecitamente intascati. Per l'imprenditore Erasmo Cinque (corruzione), titolare della Socostramo, sono stati chiesti 5 anni di reclusione, l’architetto Danilo Turcato (corruzione), considerato vicino all'ex presidente Giancarlo Galan, rischia 2 anni e 6 mesi di reclusione, per l’ex presidente del consiglio regionale ed eurodeputata Amalia Sartori (finanziamento illecito dei partiti) sono stati chiesti 2 anni di reclusione e il pagamento di 500mila euro di multa, l’imprenditore Nicola Falconi (corruzione e finanziamento illecito ai partiti) rischia 3 anni di reclusione e l’avvocato Corrado Crialese, ex presidente della Adria Infrastrutture di cui era amministratrice delegata Claudia Minutillo, deve rispondere di millantato credito: per lui sono stati chiesti 2 anni e 4 mesi. In aula giovedì, erano presenti l'ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva e l'ex ministro, Altero Matteoli, che assieme all'imprenditore Erasmo Cinque rischia la confisca degli utili illeciti incamerati dalla Socostramo. I profitti sono stati calcolati, togliendo le imposte pagate, in 33 milioni di euro.

"MAZZACURATI ATTENDIBILE" - Nel corso della giornata il procuratore Ancilotto ha sottolineato l'importanza delle dichiarazioni del "grande accusatore", l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati. Parte del lungo dibattimento nei mesi si è concentrato sulle sue attuali condizioni di salute, che non gli permettono di deporre in aula, Ma il pm ha rimarcato che, al di là delle sue parole, ci sono ripetuti riscontri. "Le deposizioni anche degli altri accusatori forniscono un'univoca ricostruzione - ha dichiarato Ancilotto - anche da parte di persone che nemmeno si conoscono". Secondo il procuratore, Mazzacurati nel 2013 era nel pieno del suo potere. L'intento è chiaro: dimostrare l'attendibilità del "grande accusatore", assieme a Piergiorgio Baita e Claudia Minutillo, sottolineare i patteggiamenti di esponenti di spicco della politica come l'ex presidente della Regione, Giancarlo Galan, e l'ex assessore regionale, Renato Chisso, e mettere in fila le "carte". Ora la parola alle parti civili, dopodiché alle difese (per Orsoni il 18 luglio, per Matteoli il 19). La sentenza è attesa a fine settembre.

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