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Riciclaggio e denaro sporco, piaga anche veneziana: 526 i casi sospetti in laguna

Sono stati 4.166 i casi segnalati nei soli primi 6 mesi del 2015 contro i 7.500 complessivi del 2014 nel Triveneto. Il trend è in aumento. Se ne parla in un convegno ad hoc

I dati sulle operazioni di riciclaggio delle ingenti risorse finanziarie nel Triveneto rilevano che sono stati 4.166 i casi segnalati nei soli primi 6 mesi nel 2015 contro i 7500 complessivi del 2014. Sono gli ultimi dati dell’Ufficio Informazione Finanziaria della Banca d’Italia a delineare un quadro in crescita su base nazionale con 39.021 segnalazioni nel solo primo semestre 2015, a fronte delle 71.758 complessive nel 2014, con oltre 2000 operazioni segnalate dalla sola rete dei professionisti per un valore che supera il miliardo e mezzo di euro.

Questi alcuni dei temi che i Commercialisti del Triveneto affronteranno durante il convegno “Procure della Repubblica e Consigli di Disciplina ambiti di intervento per il rispetto dei principi deontologici e il contrasto alla criminalità economica” che si terrà sabato dalle 9 al Russott Hotel di via Orlanda a San Giuliano. In Triveneto nei primi 6 mesi del 2015 sono 4166 i casi segnalati, oltre il 10% del dato nazionale, a fronte dei complessivi 7514 dell’anno precedente. In testa la provincia di Verona con 664 segnalazioni per operazioni sospette, seguita a ruota da Padova 660, Venezia 526, Vicenza 509, Treviso 503. 

"Le principali segnalazioni riguardano i settori dell’industria/edilizia/agricoltura, commercio e servizi e le operazioni sono classificate in base alle classi di rischio - dichiarano i commercialisti del Triveneto - così nelle Tre Venezie emerge che il 43,8% delle segnalazioni per operazioni sospette sono classificate con rischio basso, il 33,7 con rischio medio e il 22,5 delle con rischio altao". Ma quali sono i casi più frequenti? Tra tutti spiccano i “sospetti trasferimenti di contante tra imprenditori”, seguiti dall’“interposizione di veicoli societari esteri per schermare la titolarità effettiva di asset”, le “false fatturazioni” e “frodi carosello”, “l’utilizzo improprio del Trust”, “l’uso di contratti di affitto di ramo d’azienda per finalità dissimulatorie”, la “distrazione di fondi all’estero sotto forma di pagamento di accordi transattivi”, le “condotte finanziarie preordinate a bancarotta fraudolenta.”

All’appuntamento, dopo i saluti di Dante Carolo, presidente della Conferenza degli ODCEC delle Tre Venezie interverranno: Giancarlo Tomasin, presidente del Consiglio di Disciplina ODCEC di Venezia, su “I Principi deontologici e normativa penale: inquadramento generale”, Carlo Nordio, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Venezia su “Procure della Repubblica e commercialisti, una collaborazione necessaria per il contrasto alla criminalità economica”, Pasquale Debidda, generale di corpo d’armata (r), già comandante in seconda della Guardia di Finanza, su “Antiriciclaggio: importanza e responsabilità dei commercialisti per il contrasto al crimine finanziario ed alla penetrazione mafiosa”, Antonio Parbonetti, professore ordinario di economia aziendale, Università degli Studi di Padova, su “Aziende criminali: caratteristiche e red flags a supporto dei professionisti, delle banche e delle autorità di vigilanza”. Alla tavola rotonda finale interverrà anche Marcello Ferrante, coordinatore Consigli di Disciplina Territoriali degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie.
 

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