Cronaca

"Il decentrato è carta straccia, tutto da rifare": il giudice dà ragione ai sindacati dei Comunali

Punto a favore dei rappresentanti dei lavoratori che, esclusa la Cisl, avevano presentato ricorso contro la firma del contratto. "Comune di Venezia costretto a riaprire le trattative"

Ca' Farsetti, sede del Comune

Tutto da rifare. Il giudice del lavoro ha accolto il ricorso dei sindacati contro la firma del contratto decentrato dei dipendenti comunali, che era stato approvato solo dalla Cisl. Il resto del fronte sindacale si era schierato contro (organizzando anche una consultazione interna che ha visto un risultato bulgaro tra i dipendenti di Ca' Farsetti) ricorrendo al giudice. Quest'ultimo, con decreto ufficializzato mercoledì, ha condannato l'amministrazione Brugnaro per attività antisindacale, annullando l'accordo raggiunto il 27 aprile scorso e ordinando al Comune di Venezia di riaprire le trattative. 

LA REAZIONE DEL SINDACO 

"Non gioire troppo - ha dichiarato il sindaco Brugnaro, rispondendo a un tweet di Daniele Giordano della Fp Cgil - siete attaccati solo ai vostri privilegi ma finiranno, altroché. La storia si scrive alla fine!". A domanda diretta su quali siano le intenzioni dell'amministrazione comunale, in conferenza stampa, l'assessore al Bilancio, Michele Zuin ha preferito non commentare la notizia, rimandando la reazione ufficiale del Comune a un comunicato ufficiale diramato poi in serata: "Va evidenziato che il giudice ha stabilito come l'operato dell'amministrazione di procedere nella trattativa sindacale con la sola Cisl fosse del tutto legittimo poiché, come riporta testualmente la decisione, “è stata una scelta delle rappresentanze sindacali ricorrenti quella di allontanarsi dall'incontro la sera del 6 aprile 2017 - dichiara l'assessore alle Risorse umane, Paolo Romor - Vanno rassicurati tutti i lavoratori che hanno creduto e partecipato ai progetti speciali. Questi vedranno riconosciuto il loro impegno nei termini previsti. Ricordo che questa amministrazione ha stanziato il massimo delle risorse consentite dalla legge per la produttività dei dipendenti che quest'anno equivale a quasi 5 milioni di euro. La delegazione trattante – conclude Romor - che da oggi è stata integrata con il nuovo direttore del Personale, Giovanni Braga, ha provveduto, in ottemperanza alla sentenza, a convocare le organizzazioni sindacali per la ripresa delle trattative che, come stabilito dal giudice, ripartiranno dall'esito del lavoro già prodotto”.

SINDACATI SODDISFATTI

Naturalmente dall'altra parte della barricata non può che esserci soddisfazione: "La sentenza del giudice conferma tutto ciò che abbiamo sostenuto in questi mesi - dichiarano in una nota unitaria Cgil, Cobas, Csa, Diccap, Uil e Rsu - e che il sindaco, come purtroppo fa spesso, non aveva voluto ascoltare. Sconfessa la linea seguita dal primo cittadino e dall'assessore al Personale, Paolo Romor. La sentenza è anche la conferma che il Comune avrebbe fatto bene a rispettare l'esito del referendum tra i lavoratori che aveva sonoramente bocciato il contratto".

ORA SI RIAPRONO LE TRATTATIVE?

Nel mirino dei rappresentanti dei lavoratori finisce anche la parte dirigenziale del Comune, non solo quella politica: "La dirigenza ha assecondato la rottura, ma dovrebbe ricordarsi che sono dipendenti pubblici e che la loro lealtà la devono al buon andamento delle pubbliche amministrazioni e non alle forze politiche che governano. Noi siamo pronti alla riapertura delle trattavive - concludono i sindacati - speriamo che Brugnaro abbia imparato la lezione".

I MOTIVI DELLA DECISIONE DEL GIUDICE

Il giudice, in sostanza, ha dato ragione ai sindacati ricorrenti su due punti principali: l'aver continuato le trattative con la Cisl il 6 aprile scorso nonostante poco dopo le 18 gli altri rappresentanti dei lavoratori avessero lasciato il tavolo per uno stallo della trattativa sull'articolo 3 del contratto, considerato "pregiudiziale" per continuare la seduta (il Comune ha dichiarato che sono stati i sindacati ad andarsene, i ricorrenti invece hanno sottolineato che la seduta era stata sospesa e che quindi si sarebbe trattata di una "continuazione clandestina"), e l'aver convocato una riunione con la Cisl per la sottoscrizione della parte economica del decentrato il 27 aprile scorso, "vale a dire l'unico giorno in cui le sigle ricorrenti e la Rsu avevano dichiarato la propria impossibilità a presenziare", si legge nel ricorso. 

"SI DEVE GOVERNARE, NON COMANDARE"

"Gestire le relazioni sindacali come finora ha fatto il sindaco, si è rivelata una scelta deleteria e scriteriata - commenta Gianluca Trabucco, portavoce metropolitano di Articolo Uno - Per l'ennesima volta si conferma il fatto che chi amministra la città deve governare, e non comandare. E' stato sbagliato cercare la prova di forza da parte del Comune e pensare di siglare l'accordo con una sola sigla sindacale. Come del tutto sbagliata è stata la scelta di proseguire in quell'accordo unilateralmente, senza tenere conto dello schiacciante risultato del referendum indetto tra le lavoratrici e i lavoratori. Ora si torni ad usare l'intelligenza del confronto, sincero ma rispettoso delle posizioni, e si evitino ulteriori figuracce per l'amministrazione comunale". I commenti da Ca' Farsetti sono molteplici: "Una sconfitta su tutta la linea (non è la prima) della strategia di questa amministrazione che pare richiamarsi a culture di relazioni industriali ottocentesche - dichiarano i consiglieri comunali del gruppo misto, Renzo Scarpa e Ottavio Serena - Ribadiamo l’invito al sindaco a cambiare metodo e a confrontarsi con i rappresentanti sindacali riconoscendo il loro ruolo e garantendo il rispetto dei diritti dei lavoratori".

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