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Ulss 3: capezzolo realizzato con un tatuaggio tridimensionale, per ricostruire il seno

"Anche l'estetica dopo un intervento chirurgico è un momento importante nel recupero psicosociale, perché rappresenta la chiusura di un lungo e doloroso percorso di malattia"

Restituire un nuovo seno dopo un intervento chirurgico, ricostruendo il capezzolo con un tatuaggio tridimensionale: nell’Ulss 3 Serenissima si ricorre a questa pratica, non invasiva e dai risultatati sorprendenti, che conclude il percorso delle donne che hanno subito una mastectomia.

La ricostruzione mammaria è un momento importante nel recupero psicosociale di una donna che ha dovuto lottare contro il tumore al seno: non ha valore terapeutico, ma ha un importantissimo impatto psicologico, poiché rappresenta per la donna la chiusura di un lungo e doloroso percorso. E per uscire pienamente dalla fase della paura e della difficoltà, una volta ricostruito il seno, è fondamentale il passaggio della restituzione anche estetica dal capezzolo e dell’area circostante.

“In questa ricostruzione – spiega il Primario della Breast Unit dell’Ulss 3 Serenissima, Guido Papaccio – la tecnica della dermopigmentazione con tatuaggio è un validissima alternata alla chirurgia: il capezzolo e l’areola circostante vengo restituiti con un tatuaggio dai particolari effetti tridimensionali, evitando la via tradizionalmente utilizzata, che prevede il prelievo di cute dall’inguine per via chirurgica e l’innesto di questa sulla mammella, a ricreare l’areola”.
 
La dermopigmentazione sanitaria e la restituzione del capezzolo attraverso la tecnica del tatuaggio viene introdotta dall’Ulss 3 veneziana con il finanziamento del relativo progetto dalla Lilt di Mestre, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: “In Italia una donna su dieci – spiega la presidente, Mariagrazia Cevolani – incontra il tumore alla mammella nel corso della sua vita, parliamo quindi di circa 47.000 casi ogni anno. E la paziente che ha subìto interventi demolitivi al seno, con l’asportazione del complesso areola-capezzolo per un tumore, per un trauma o per un problema congenito, continua a provare un disagio psicologico anche a distanza di tempo. Al contrario, diversi studi hanno dimostrato come la ricostruzione del complesso areola-capezzolo contribuisce positivamente al grado di soddisfazione della paziente ed all’accettazione della propria immagine corporea, aumentando sensibilmente il risultato ricostruttivo”.   
 
L’intervento di dermopigmentazione sarà gratuito per la donne selezionate. Nel quadro del progetto, della durata di un anno, la Lilt di Mestre si propone come interfaccia dell’utenza femminile, per la valutazione e l’accettazione dei casi candidabili. Le attività e le sedute di dermopigmentazione avvengono poi, secondo una specifico protocollo, presso la Breast Unit dell’Ulss 3 Serenissima: “Questa metodica del tatuaggio del capezzolo – spiega il primario Papaccio – è assolutamente meno invasiva dell’intervento chirurgico ricostruttivo. E’ comunque necessario seguire un protocollo igienico sanitario molto rigoroso, e utilizzare strumentario e prodotti idonei e sicuri. Il dermopigmentatore, professionista del settore selezionato per la qualità del suo lavoro, deve operare in stretto contatto con i medici che seguono la paziente”. L’ambulatorio per dermopigmentazione presso la Breast Unit dell’Angelo sarà attivo dalla prima settimana di maggio.

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