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Rifiuti a Venezia, parla Veritas: "Serve l'aiuto di tutti i cittadini"

L'azienda risponde alle critiche arrivate dalla stampa con un lungo comunicato in cui illustra le criticità e i metodi del suo lavoro in laguna

I quotidiano attaccano, Veritas risponde: con una nota stampa inviata ai principali organi d'informazione locale l'azienda veneziana ha replicato alle critiche sulla gestione dei rifiuti in centro storico, spiegando come molto spesso le problematiche tipiche della città lagunare abbiano la meglio sulle buone intenzione e, soprattutto, lanciando un accorato appello ai cittadini stessi per sporcarsi figurativamente le mani, aiutando a mantenere pulite calli e campielli.

CITTÀ DIFFICILE - “La stampa locale – scrive Veritas nel comunicato - segnala sempre più spesso situazioni di degrado, o presunte tali. Veritas, pertanto, si rivolge a coloro i quali abitano Venezia, città straordinaria che negli ultimi due anni ha vinto la classifica del territorio d’Italia più sostenibile dal punto di vista ambientale. Lavorare a Venezia è uno straordinario onore ma anche un grande onere, proprio perché questa è una città unica e vulnerabile. Ogni giorno Venezia si apre ai suoi abitanti; offre panorami incredibili; organizza eventi e manifestazioni; accoglie turisti, pendolari, abitanti, lavoratori, mercati all’aperto, trasporti e rifornimenti: tutte attività che la rendono una città. Veritas – prosegue la nota - organizza e gestisce l’igiene urbana di questa e di altre comunità e quotidianamente svolge i suoi servizi, anche quando cambiano abitudini o modalità di vita all’interno delle città. I risultati si vedono. Si registra infatti una discreta percentuale di raccolta differenziata (in linea, se non addirittura superiore, con quella di altri centri storici) e chiunque può constatare che alle 11 - quando i netturbini se ne vanno dopo aver spazzato le strade e raccolto i rifiuti – la città è perfettamente pulita. Questo è il momento in cui il servizio, cominciato all’alba, si conclude. Continuano però fino all’alba successiva le altre attività legate ai rifiuti: trasporto, separazione, riciclo e smaltimento. Dunque, quello che succede in città dopo le 11 dipende solo da chi Venezia la abita e la utilizza”. Veritas si fa quindi più esplicita: “Il sistema di raccolta in vigore si chiama, non a caso, porta a porta. Vuol dire che i cittadini devono depositare i rifiuti nei pressi della porta della propria abitazione, in un orario indicato (nel nostro caso tra le 6 e le 8, sei giorni su sette, da lunedì a sabato) e che entro le tre ore successive saranno raccolti”.

POLEMICHE E SOLUZIONI - “Perché il sistema funzioni - prosegue quindi il comunicato stampa - c’è però bisogno della collaborazione di tutti. A cominciare dai cittadini, che devono fare lo sforzo di non abbandonare i rifiuti in altri orari, di non metterli nei cestini e di rispettare gli orari di conferimento. Qualcuno sostiene che i tempi della raccolta si sono dilatati, quindi i sacchetti rimangono in giro per un tempo maggiore rispetto a qualche anno fa. Queste persone dimenticano che alle 10.30 le nostre barche devono lasciare liberi gli approdi, quindi a quell’ora i rifiuti devono essere raccolti. Veritas, inoltre, ha dovuto abbandonare alcuni attracchi per rispettare le ordinanze sul moto ondoso. Con meno approdi i percorsi sono quindi più lenti. Una soluzione – ipotizza Veritas - potrebbe essere anticipare l’orario di raccolta, ma le richieste di alcune categorie vanno in senso opposto. I commercianti che aprono dopo il passaggio del netturbino, ad esempio, preferirebbero che la raccolta avvenisse più tardi. Per venire incontro alle esigenze delle famiglie e delle categorie economiche, negli ultimi due anni sono stati aumentati (da quattro a sei a settimana) i giorni di differenziata. Quindi ogni netturbino, per garantire la separazione dei rifiuti, deve fare ogni giorno due giri invece di uno. Un aiuto molto importante potrebbe arrivare dal miglioramento della qualità della differenziata: con il sistema in vigore, l’isola di Burano è arrivata al 40%. Si tratta di un risultato che senza sforzo potrebbe essere raggiunto in tutta la città”.

GABBIANI E IMMONDIZIA - Veritas entra poi in merito alla questione animali, cavallo di Troia da cui erano partite le critiche da parte della stampa locale: “Altri se la prendono con i gabbiani, a loro modo abitanti della città. Sono attirati dai rifiuti abbandonati in strada di notte e nelle prime ore del mattino da chi ancora si ostina a non capire che questi comportamenti violano un regolamento comunale e attirano gli animali, contribuendo a creare sporcizia. Ma il gabbiano che rompe un sacchetto abbandonato non è l’immagine di Venezia. Ne siamo certi, tanto che nei prossimi giorni inviteremo i giornalisti a un’interessante passeggiata notturna o domenicale, accompagnati dai vigili urbani e dagli ispettori ambientali, per vedere come si comportano quelli che del degrado o dell’incuria hanno fatto regola propria. Purtroppo – conclude la società veneziana - per queste persone parlano solo le 1.029 multe che sono state elevate dagli ispettori di Veritas nel corso del 2013”.

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