Sos per i 4 zampe: «Senza le attività di adozione sarà il collasso»

Appello del Rifugio Mamma Rosa. Cani e gatti in più con l'emergenza coronavirus: è sovraffollamento. «Nessuno è autorizzato a spostarsi per venire qui». Lettera a prefetto e Regione

Foto da pagina Facebook Rifugio Mamma Rosa

«Senza adozioni sarà il collasso». È urgente l'appello del rifugio per gli amici a 4 zampe Mamma Rosa di Marano che è rimasto fermo con le adozioni di cani e gatti dall'inizio dell'emergenza coronavirus. Dal 4 maggio uscire per andare a compiere alcune attività come l'addestramento di animali, o recarsi agli allevamenti e ancora prima alle toelettature, è possibile in base alle disposizioni del dpcm e dell'ordinanza della Regione. Ma spostarsi per andare ad adottare un gatto o un cane ancora non è possibile. E questo genera delle conseguenze notevoli per canili e gattili.

Il ricambio

Alla consueta presenza e permanenza di ospiti in queste strutture si è aggiunto l'arrivo di altri cani e gatti rimasti senza padroni. Alcuni sono finiti in isolamento o all'ospedale a causa del Covid o addirittura sono venuti a mancare. La normale valvola di sfogo del rifugio è costituita dalle adozioni. «Se non riprenderanno al più presto - scrivono i responsabili del rifugio - l'attuale sovraffollamento diverrà collasso, con il conseguente rischio sanitario che ne deriva e che impedisce di continuare a garantire il benessere e la salute degli animali ospitati. Non comprendiamo il motivo per cui l’ attività di canili e gattili, pubblici o privati, non venga equiparata, per importanza, all’attività di tolettatura, degli allevamenti e dei centri di addestramento animali».

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Lo spostamento

Gli Amici del Rifugio Mamma Rosa hanno anche inviato una richiesta di aiuto alla Prefettura e al governatore del Veneto Luca Zaia. «È indiscutibile che la priorità sia la tutela della salute pubblica e la ripresa delle attività economiche. Ma il modus operandi nella gestione dei rifugi, canili e gattili, pubblici e privati, si avvale principalmente delle adozioni degli animali ricoverati. Gli operatori adottano tutte le prescrizioni dettate per il contenimento del Covid-19 e vengono forniti tutti i dispositivi di protezione individuale previsti. Chiediamo di consentire l’accesso al rifugio a una sola persona per famiglia con cui sia stato concordato un appuntamento, e di permettere lo spostamento nel territorio per la consegna dell’animale adottato».

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