Nodo scuola e trasporti, governo: «A lezione in sicurezza». Brugnaro: «Se serve, convogli di bus»

Tavolo fra governo ed enti locali. Ascani a Mestre: «Subito 330 milioni. Non si faccia campagna elettorale sulla scuola». Brugnaro: «Se mettono la capienza dei mezzi al 50%, abbiamo il piano b»

Scuolabus, archivio

Tavolo interministeriale con le regioni oggi, mercoledì 26 agosto, sulle criticità della ripartenza scolastica. Il nodo principale al momento rimane quello del trasporto. «Per noi non conta solo aprire la scuola il 14 settembre ma anche tenerla aperta - spiega il viceministro dell'Istruzione Anna Ascani a Mestre, dove si trova con il candidato sindaco e sottosegretario Pier Paolo Baretta - Nelle prossime ore si cercherà di arrivare a una soluzione condivisa che garantisca sia il servizio e la sicurezza. Abbiamo parlato di organici, spazi e sicurezza sanitaria. Le regioni si confronteranno per adottare a livello nazionale un protocollo unico nella gestione di eventuali casi di contagio».

Riempimento mezzi

Al lavoro il comitato tecnico scientifico sulle proposte emerse dalle regioni per poter aumentare la possibilità di riempimento dei mezzi. In mancanza di una soluzione si corre il rischio di esclusione della metà della popolazione scolastica del Veneziano dalle lezioni in presenza. Per ora le linee guida parlano di una fruibilità al 100 per cento dei mezzi, ma per un massimo di 15 minuti. A questo punto entrano in gioco i mezzi di protezione che alcuni enti locali indicano per prolungare la tempistica in assenza della distanza di sicurezza. «Su questo valuteranno gli esperti in materia - dice Ascani - e si penserà al coinvolgimento di eventuali privati». 

Governo e regioni, fascia 0-6 in partenza

«La scuola non diventi oggetto di polemica politica - ammonisce Baretta - quando saremo al Comune ci metteremo a disposizione della dirigenza scolastica per gestire tutti gli eventuali problemi, incluse criticità in termini di superfici. A Venezia spazi ce ne sono - afferma - saremo a disposizione del prefetto per organizzare i trasporti e per un piano che riduca i disagi che ci sono stati e possono esserci». «Daremo una mano alle regioni - garantisce Ascani - per non lasciare enti locali a gestire le complessità». Intanto per la fascia di età 0-6 si parte con i servizi educativi dal primo settembre. «Siamo pronti - dice il viceministro - già il 31 luglio abbiamo approvato assieme alle regioni delle linee guida e un protocollo di sicurezza con sindacati e associazioni datoriali. I lavori sugli spazi sono conclusi, anche per l'arrivo rapido delle risorse, che permette l'eventuale acquisizione di ulteriori moduli. Il commissario Arcuri ha assicurato che già per quella data saremo in grado di dare risposte in termini di forniture di mascherine e gel e di consegna dei banchi».

Fondi e poteri commissariali

Si parla di 330 milioni di fondi europei per l'edilizia leggera e poteri commissariali ai sindaci per fare lavori: buttare giù muri e ampliare, oppure ridurre gli atri per ricavare aree. Risorse «trasferite immediatamente», dice Ascani. Nelle realtà in cui l'edilizia leggera non fosse sufficiente, «ecco ulteriori fondi per 70 milioni, per gli enti locali». Due i miliardi per l'organico: «c'è bisogno di personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) e sono stati avviati i test sierologici. La scuola aprirà in presenza e sicurezza, il governo sta cercando di tenere assieme tutti gli attori. Dispiace - conclude il viceministro - per chi ha scelto di utilizzare la scuola per far campagna elettorale. Invito tutte le forze di opposizione a stringersi, facendo proposte nel merito. C'è bisogno di dare una mano tutti».

Il programma con il territorio

Il rientro a scuola è parte di un piano più ampio, per Baretta, «che coinvolge il rapporto con il territorio per i giovani che poi partecipano alla vita sociale. «In questo territorio il problema della sicurezza è centrale: servono percorsi sociali in uscita dalle scuole. Dobbiamo rimettere per strada i mediatori culturali e ristabilire punti di ascolto dentro alle scuole. E su questo possono diventare protagoniste le municipalità (anche per disagio giovanile). Faremo inoltre una ricognizione - dice - del patrimonio scolastico». La prima interruzione delle lezioni intanto è già prevista per il 20 e 21 settembre per le elezioni. Tanti gli enti locali che hanno dovuto far ricorso alle strutture scolastiche per garantire le distanze di sicurezza. Ma c'è anche chi è riuscito a organizzare in altri immobili, a Padova ad esempio. «A suo tempo il presidente della municipalità di Mestre Vincenzo Conte indicò alternative, come le sedi dei consigli di quartiere, per una organizzazione degli appuntanenti elettorali separata dalle scuole - dice Marisa Gruarin attuale candidata di centrosinistra per la stessa municipalità - A Carpenedo ci sono scuole superiori, come il liceo Franchetti, lo Stefanini e il Pacinotti che sono sedi di seggio: c'era già la necessità di trovare altre soluzioni».
 

L'amministrazione si prepara

«Se la capienza dei mezzi di trasporto pubblico fosse ridotta al 50%, circa 17.000 studenti delle scuole del territorio veneziano rimarrebbero a piedi - conferma il sindaco Luigi Brugnaro - Al momento, e fino al 15 ottobre, rimane in vigore l'ordinanza del governatore del Veneto Luca Zaia, che consente di raggiungere la capienza del 100% purchè tutti i passeggeri indossino la mascherina. Ma la preoccupazione cè perchè le carte in tavola potrebbero cambiare. Quindi stiamo facendo un piano "b": una sorta di convoglio di autobus. Sto vedendo anche se la linea del tram riesce a reggerne due; stiamo pensando al limite di usare anche pullman privati - infine l'appello del sindaco -  Chiediamo a chi può farlo, in una prima fase, di utilizzare i mezzi privati. Abbiamo messo le biciclette e i monopattini e stiamo facendo le piste ciclabili».

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