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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Cronaca San Marco / Calle Larga XXII Marzo

Via libera in Consiglio alla trasformazione dell'ex Camera di Commercio in albergo

Una struttura ricettiva di lusso che consente di riqualificare gli spazi circostanti e ha un importante impatto occupazionale, tale da aver permesso la deroga al divieto del 2017 di contenere e regolare la funzione turistica in centro storico

Via libera in Consiglio comunale giovedì, con 20 voti favorevoli e 13 contrari, alla riqualificazione e riconversione dell’ex Camera di Commercio in calle Larga XXII Marzo in struttura ricettiva alberghiera. Il provvedimento è passato in deroga alla delibera con cui il Consiglio comunale nel 2017 aveva adottato nuove norme urbanistiche per contenere e regolare la funzione turistico-ricettiva nella città storica.

Il progetto, presentato dalla Società Marzo Hotel srl che si è aggiudicata l’immobile nel 2017, dopo che la Camera di Commercio aveva venduto il complesso di quasi 5 mila metri quadri, prevede la realizzazione di una struttura alberghiera 5 stelle di lusso. Ci saranno 43 camere, con spazi commerciali, pubblici esercizi e spazi espositivi aperti al pubblico ai piani terra, primo e secondo dei vani storici monumentali, di fronte a calle XXII Marzo, ex sala Borsa ed ex caffetteria.

«Un progetto - si legge nel provvedimento - che, considerati la qualità delle strutture e l’alta gamma dei servizi offerti, la localizzazione nell'ambito del centro storico, la capacità di innescare processi di riqualificazione degli spazi pubblici circostanti e l’impatto occupazionale, è coerente con i criteri per il rilascio della deroga». Il complesso, per i vincoli posti alle trasformazioni dal ministero dei Beni culturali, (che ha vietato suddivisioni o frammentazioni che non rispettino l’originaria articolazione) risulta inidoneo a un’eventuale trasformazione a uso residenziale. «Anche tenuto conto delle elevate dimensioni del compendio - viene precisato - risulta difficilmente fruibile per lo svolgimento di attività diversa da quella ricettiva, con il rischio che il complesso rimanga dismesso con grave deperimento conservativo di un edificio storico di pregio architettonico e d’interesse culturale». La società ha proposto di mettere a disposizione della città, oltre a quanto dovuto per gli oneri concessori ordinari e per la monetizzazione dei parcheggi, una somma di 10 milioni di euro: l'autorizzazione del Consiglio comunale è condizionata al versamento di tale importo contestualmente al ritiro del permesso di costruire. Nel corso della seduta è stato approvato con 24 voti favorevoli, 9 astenuti e un non votante l’emendamento di giunta con cui sono state presentate controdeduzioni al parere contrario della Municipalità di Venezia, Murano, Burano.

L’assemblea ha infine approvato, con 20 voti favorevoli e 11 astenuti, una mozione collegata che impegna il sindaco a concordare modalità di condivisione di eventi espositivi e culturali organizzati dell'Amministrazione all'interno degli spazi compatibili dell'immobile; chiedere il massimo impegno per garantire l'unitarietà del compendio, senza futuri frazionamenti, in modo da non vanificare la valorizzazione e la tutela che il Consiglio ha approvato; esercitare una moral suasion nel dare precedenza all'assunzione di personale proveniente da strutture recettive-ristorative che vedono difficoltà imprenditoriali in città.

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