Cronaca

Le "corna" valgono oro: moglie tradita avrà un risarcimento di 70mila euro

Un medico veneziano è stato condannato dal tribunale civile al pagamento dell'indennizzo dopo che nel 2001 il matrimonio era naufragato. La coniuge poi finì in uno stato di depressione

Corna sì, ma molto "salate". Un medico veneziano è stato condannato dal tribunale civile di Venezia al risarcimento di 70mila euro nei confronti della moglie tradita, dopo che nel 2001 il matrimonio era naufragato nelle carte bollate. Fino ad allora era stato un matrimonio come tanti, tra alti e bassi. Poi un nipote carpisce una conversazione dell'uomo con un'infermiera e capisce che gatta ci cova. Lui aveva un'amante.

 

Secondo l'avvocato della moglie, che già in pasato aveva ottenuto una sentenza favorevole su un caso paragonabile, la decisione non deriva solo dal tradimento, ma dal fatto che quest'ultima avrebbe subito vessazioni psicologiche e fisiche, come testimoniato anche dalla figlia ora trentenne. L'ex moglie, costretta a chiedere una separazione che mai avrebbe voluto, in seguito è stata ricoverata quattro volte per depressione.

La Corte di Cassazione ha stabilito che non basta solo "l'inadempienza ai doveri coniugali" per ottenere i danni, ma "una condotta obiettivamente grave, in violazione di uno o più dei doveri nascenti dal matrimonio". In questa storia ci sarebbe molto di più. Con le mani dell'uomo che, secondo quanto riportato nella sentenza, si sarebbero alzate più volte nei confronti della coniuge.

Il medico si era cercato di difendere dicendo che la moglie aveva sofferto di attacchi di panico e l'aveva accusato più volte di tradimenti inesistenti, fino ad arrivare a metterlo in cattiva luce di fronte ai pazienti telefondando loro.

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