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Magazzino in fiamme a causa del contatore difettoso: pensionato risarcito di 7mila euro

Il fatto risale allo scorso novembre nel sestiere di Castello a Venezia. Dopo una fitta corrispondenza e l'intervento di Adico, il residente ha ottenuto il giusto risarcimento

Quando lo scorso 27 novembre, verso le 16, è andato a fuoco il suo magazzino di Castello, al numero 1176, F.C., pensionato veneziano di 76 anni, ha subito un duro colpo. All’interno di quel box, distante un centinaio di metri da casa, c’erano infatti molte cose importanti e preziose per lui. In primo luogo, tutti gli strumenti per la propria imbarcazione, dai remi al carrello per il motore, dai cuscini ai salvagenti anulari, fino al tavolo in plastica da barca. Poi altri oggetti come un tavolo da stiro, libri, una macchina da cucire, utensili vari. Un danno di diverse migliaia di euro, considerando anche che il fuoco ha distrutto le finestre, i travi portanti, la tubazione dell’acqua, l’impianto elettrico, tutte cose necessariamente da sostituire.

UNA BATTAGLI LUNGA QUASI UN ANNO

Qualche giorno fa, dopo una battaglia durata quasi un anno e grazie all’intervento dell’ufficio legale dell’Adico, il pensionato veneziano ha ottenuto un risarcimento di circa 7mila euro dalla società proprietaria dei contatori, che, dopo una lunga e fitta corrispondenza, corredata dalla relazione dei vigili del fuoco, ha riconosciuto che l’incendio è divampato a causa del nuovo contatore dell'energia elettrica messo nel magazzino dai tecnici dell’azienda un mese prima dell’incidente.

La società di fronte alla documentazione presentata dall'ufficio legale, dopo aver negato qualsiasi responsabilità, ha dovuto ammettere che l’incendio è scoppiato perché il nuovo contatore, per cause da chiarire, si è liquefatto innescando un corto circuito che non la lasciato scampo. "Siamo molto soddisfatti di questo risultato - commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico - Il lavoro fatto dal nostro ufficio legale è encomiabile, contando che all’inizio la controparte ha chiuso le porte in faccia al pensionato che aveva provato, da solo, a ottenere giustizia. Il nostro intervento ha dato una svolta alla vicenda. A poco a poco la documentazione presentata e la relazione dei vigili del fuoco, hanno fatto emergere le responsabilità di quel nuovo contatore, fino al definitivo riconoscimento di un rimborso di circa 7mila euro".

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