Cronaca

Pescatori di Chioggia bloccati dal Mose, sindaco Ferro: «Risarcimenti in attesa della conca»

Lettera del primo cittadino ai ministri. Assessore regionale Corazzari: «Contemperare le esigenze delle attività locali con la salvaguardia». Baldin: «Le paratoie non bastano»

Peschereccio, archivio

Pescatori a Chioggia bloccati dal maltempo e dalle paratoie del Mose sollevate per proteggere la città, finita peraltro sott'acqua come Venezia nel giorno dell'Immacolata, con 10 centimetri in più: quasi un metro e mezzo. Il sindaco Alessandro Ferro ha inviato una lettera indirizzata al ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli e, per conoscenza, ai ministri Paola De Micheli dei Trasporti, Teresa Bellanova dell'Agricoltura e Federico D'Incà, dei Rapporti con il Parlamento, in merito alla situazione della marineria clodiense in occasione del sollevamento delle paratoie.

«Può durare diverse ore se non, come in questo periodo, anche per più giorni, fatto salvo abbassamenti per un brevissimo asse temporale – ha scritto il sindaco - i pescatori si vedono costretti a non poter uscire in mare per svolgere la propria attività, e sono già duramente colpiti in questo periodo dalla crisi Covid. Chiedo pertanto - continua - in attesa del completamento, che spero avvenga in tempi rapidi, della conca di navigazione alla bocca di porto di Chioggia, di valutare l’idea di concedere un indennizzo a favore dei pescatori che non riescono ad uscire in mare, per le giornate di lavoro perse». «Senza ristori veloci per le perdite subite, si rischia di mettere in ginocchio il settore - ha aggiunto l'assessore alla Pesca Daniele Stecco - Le conseguenze dei ritardi dei lavori non devono ricadere sulle spalle dei nostri pescatori».

Il Mercato ittico all’ingrosso di Chioggia, dopo le polemiche di questi giorni di acqua alta relative al mancato sollevamento delle paratoie, è intervenuto con Emanuele Mazzaro, amministratore unico di Società Servizi Territoriali (Sst) e direttore del Mercato ittico. «Se all’inizio il Mose rappresentava una speranza, ora iniziano le criticità. Il settore della pesca viene ‘stressato’ dal sistema di gestione. Sono oltre trecento le imbarcazioni dedicate alla pesca e migliaia di persone occupate, a patire questa situazione. I pescatori meritano un congruo risarcimento per le perdite subite». Sul Mose anche Erika Baldin, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle. «Prima il Mose non è stato chiuso e Chioggia e Sottomarina sono andate sott'acqua, poi il Mose è rimasto chiuso per giorni. Abbiamo sempre detto che è illusorio pensare di risolvere i problemi causati dall'acqua alta con il Mose, in epoca di cambiamento climatico e innalzamento del livello dei mari. In ogni caso, visto che c'è, non può entrare in conflitto con l'attività dei pescatori».

«Crediamo sia possibile contemperare le esigenze di tutti, quelle dei pescatori che portano avanti una attività importante per il territorio e quella della salvaguardia di Venezia», ha commentato l’assessore regionale alla Pesca Cristiano Corazzari - Il Mose finalmente funziona ma ribadiamo che la gestione dell’opera a nostro avviso deve essere fatta localmente, è il sindaco che conosce i problemi del territorio e che “ha i piedi a bagno” – prosegue Corazzari – l’utilizzo del Mose deve contemperare le attività locali tra cui la pesca. Crediamo che ciò sia possibile, lo si è visto nei giorni scorsi quando è stato tenuto aperto un varco tra le paratoie per permettere il passaggio di alcune navi».

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