menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Risoluzione Unesco, il patriarca Moraglia si schiera a fianco del rabbino Capo di Venezia

All'indomani della decisione dell'Unesco che ha votato affinchè Gerusalemme e il muro del pianto siano da considerarsi arabe, arrivano anche le parole del patriarca veneziano: "Grave"

La risoluzione Unesco secondo cui il monte del Tempio e l'annesso muro del pianto siano improvvisamente diventati totalmente arabi non lascia indifferente il patriarca di Venezia Francesco Moraglia che attraverso una lettera ha voluto esprimere la sua solidarietà al rabbino Capo di Venezia Scialom Bahbout, il quale a sua volta sulla decisione aveva commentato: "Penso che l'Unesco debba essere messa in stato fallimentare ed essere comunque degradata dal suo ruolo di braccio culturale e di salvaguardia del patrimonio artistico dell'Umanità e che debba essere costituita una nuova entità che possa svolgere in maniera dignitosa questo ruolo. I Paesi che si sono astenuti o hanno votato a favore della mozione Unesco sul Monte del Tempio hanno collaborato a un atto terroristico che si propone di cancellare migliaia di anni di storia”.

Dal canto suo il patriarca Moraglia definisce "gravi" queste prese di posizione e auspica una maggiore saggezza politica da parte delle istituzioni internazionali: "Sono rimasto profondamente colpito dalla forza delle Sue parole pronunciate in questi giorni in riferimento alla sorprendente risoluzione Unesco su Gerusalemme e il Monte del Tempio. Tutte le volte che si nega o non si riconosce la memoria, la storia e la cultura (realtà millenarie) di un popolo e di una comunità si compie qualcosa di grave e si realizza una mancanza di verità, di attenzione e rispetto che, alla fine, si ripercuote - con i suoi effetti negativi - su tutto e su tutti".


Secondo il patriarca: "Gerusalemme ha bisogno di atti politici e culturali di pace, distensione, unità e cordiale convivenza che allontanino e delegittimino ogni possibile conflitto o tensione e possibile minaccia terroristica. Confido e prego che tutti i popoli e le comunità che abitano quei luoghi santi possano sempre, con serenità, condividere la gioia e la responsabilità di essere portatori e testimoni di pace per il bene di Gerusalemme e del mondo intero. Auspico, quindi, che le istituzioni internazionali dimostrino saggezza politica, equilibrio e lungimiranza nell’accompagnare e favorire questo necessario processo".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

L'agriturismo di Jesolo in cui sono allevati 200 struzzi

Attualità

L'assist del comandante: «Sì alle uscite nel rispetto delle regole»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • social

    Perché San Valentino è la festa degli innamorati?

Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento