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Cronaca Calle Stagneri

Rissa al bar a San Marco, militare Usa rompe il naso a un bellunese

Era la domenica di San Patrizio e, complici forse i tanti boccali di birra, dagli scherni si è finiti alle mani. Ma la denuncia rischia vita difficile

Il diverbio nel locale di Venezia finisce alle mani, ad averne la peggio è un giovane bellunese, che si ritrova con il setto nasale rotto e la vicenda si risolve in una querela: peccato che a venire accusato è un militare americano e che quindi, con ogni probabilità, la trafila legale andrà per le lunghe. Così si cerca di risolvere il caso di aggressione consumato, come riporta il Gazzettino, in una calle di San Marco domenica 16 marzo, mentre per tutto il centro storico si festeggiava San Patrizio.

RISSA NEL LOCALE – Tutto è iniziato quando il 31enne bellunese e i suoi amici sono entrati nel bar di calle degli Stagneri, durante una “trasferta” a Venezia in occasione del weekend di festa irlandese (San Patrizio quest'anno è caduto di lunedì, di conseguenza quasi ovunque si è deciso di celebrare la ricorrenza tra sabato e domenica). Dentro il locale i ragazzi hanno notato subito il gruppetto di soldati americani, impegnati a consumare una caraffa di birra dietro l'altra, e hanno deciso di tenersi in disparte. Idea opposta invece quella dei militari, che hanno presto preso di mira uno dei giovani di Belluno perché indossava una bandana. Le provocazioni sono però cadute nel vuoto, anche quando uno dei marine ha sfilato la stoffa di dosso all'italiano, ma ormai le micce erano accese: ad un certo punto il 31enne si sente battere sulla spalla e, non appena si gira, riceve un diretto al naso, finendo a terra con il setto frantumato.

GIURISDIZIONE MILITARE – A separare i due gruppetti di litiganti ci hanno pensato dei poliziotti in borghese, intervenuti non appena hanno notato che l'alterco era degenerato in rissa, e sono state immediatamente raccolte le generalità del soldato dal “cazzotto facile”. Tornato a Belluno il ragazzo si è dovuto sottoporre a intervento chirurgico per rimettere insieme il suo setto nasale e ha quindi deciso di sporgere denuncia per lesioni. In questi casi, però, l’ufficio legale dell’Usaraf (United States Army Africa, ex Setaf) sollecita il ministero italiano della Giustizia alla "rinuncia al diritto di priorità alla giurisdizione penale", chiedendo quindi che il giudizio venga rimesso ai tribunali americani. È anche vero che, nel caso il soldato U.S.A. fosse di stanza ad Aviano, come ipotizzato in questo caso, tra i vigili urbani di Venezia e la base pordenonese esiste un protocollo specifico, dovuto proprio ai molti casi simili che si verificano in laguna a causa dei “bollenti spiriti” dei militari in licenza. La vicenda legale, insomma, è ancora tutta da scrivere.

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